Barcellona (Messina) - Nella tarda serata di ieri i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto congiuntamente a quelli della locale Stazione Carabinieri hanno eseguito l’arresto in flagranza di reato di un cittadino albanese per aver perpetrato un'estorsione nei confronti di una connazionale.
Ieri mattina la vittima ha trovato sotto il tergicristallo della propria auto un biglietto anonimo nel quale le si intimava di consegnare ai malfattori la somma di 5.000 euro minacciando gravi conseguenze laddove non avesse ottemperato alle istruzioni impartite. La consegna sarebbe dovuta avvenire nella stessa serata esattamente alle ore 22:00 e le banconote sarebbero dovute essere state inserite in una busta nera da lanciare oltre la recinzione di un ben indicato agrumeto. Intimorita la vittima ha ritenuto di segnalare l’accaduto ai militari dell’Arma e successivamente ha formalizzato la denuncia. Subito sono iniziate le attività di indagine che hanno visto i militari impegnati in accertamenti tesi a circostanziare meglio la denuncia e nel ricognire l’area in cui sarebbe avvenuto il pagamento. Definito il piano d'azione ed informato il sostituto procuratore di turno si è passati alla fase condotta.
I militari debitamente posizionati nell’agrumeto ove sarebbe avvenuto il pagamento hanno atteso che la vittima eseguisse le indicazioni ricevute nella lettera minatoria rinvenuta il mattino e, quindi, pazientemente, che sopraggiungesse l’estorsore. Non è trascorso molto tempo che una persona di sesso maschile è sopraggiunta con fare sospetto e si è avvicinato alla busta. Nel momento in cui materialmente l’ha raccolta è scattata l’imboscata ed è stato intimato l’alt da parte dei Carabinieri. A nulla è servito il tentativo di fuga conclusosi dopo qualche metro. Sono seguite perquisizioni veicolari e domiciliari durante le quali si sono raccolti utili elementi per sostenere che vi fosse altra persona coinvolta alla quale nel corso della notte è stato dato un nome ed un ruolo. Sarebbe stata questa terza persona, deferita in stato di libertà, albanese, ad ideare il piano conclusosi negli uffici della Caserma dei Carabinieri.
Il Procuratore, assunta la direzione delle indagini, ha disposto che l’arrestato fosse tradotto presso la casa circondariale di Messina Gazzi in attesa dell’interrogatorio.
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