Individuava la sua vittima nel traffico, quasi sempre donne sole con la borsa sul sedile.
Al semaforo rosso si avvicinava a bordo di un motorino, bussava al vetro con la scusa di chiedere informazioni, ma quando la donna apriva per rispondere, infilava velocemente la mano, afferrava il bottino e fuggiva nel traffico, ancor prima che la vittima si rendesse conto dell’accaduto.
Ieri sera gli uomini della Squadra mobile di Genova hanno arrestato un 26enne, pluripregiudicato originario di Napoli, con l’accusa di essere il responsabile di almeno dieci colpi realizzati nel capoluogo ligure con la tecnica del “vol à la portière“ (in italiano “furto alla portiera“).
In alcuni episodi l’uomo si è avvalso della collaborazione di un complice, un ragazzo minorenne che è stato denunciato in stato di libertà.
In realtà i furti realizzati con questa tecnica dal 23 luglio ad oggi sono 28, e avrebbero fruttato diverse migliaia di euro tra denaro contante, cellulari, pc portatili e altri oggetti di valore.
In due casi i colpi hanno avuto conseguenze fisiche sulle vittime: il 18 agosto una donna, nel tentativo di trattenere la borsa, si era fratturata un dito, mentre due giorni dopo la persona derubata ha inseguito lo scippatore per le vie del centro, ma ad un certo punto ha perso il controllo dell’auto, schiantandosi contro un muro e riportando ferite.
Durante l’inseguimento la vittima ha avuto il tempo di fissare bene alcuni dettagli del ladro, e grazie a questi particolari gli investigatori hanno focalizzato i loro sospetti sul probabile autore del furto.
I sospetti si sono concretizzati dopo l’ultimo colpo.
La Squadra mobile da alcuni giorni aveva attivato numerose pattuglie pronte ad intervenire in caso di altri colpi, e quando ieri sera è scattato l’allarme, gli agenti si sono messi subito sulle tracce del rapinatore, rintracciandolo poco dopo il fatto.
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