GUATEMALA, La ’Audiencia Nacional’ di Madrid, massimo tribunale spagnolo, ha emesso un ordine di cattura internazionale nei confronti di Fernando Romeo Lucas García, presidente del Guatemala tra il 1978 e l’82, per sue presunte responsabilità nell’uccisione di sette cittadini iberici durante la guerra civile (1960-’86).
Nel mandato, il giudice Fernando Grande-Malaska sostiene che “con ogni probabilità ” Romeo Lucas risiede attualmente in Venezuela: le autorità di Caracas sono quindi sollecitate a collaborare con l’Interpol per procedere all’arresto dell’ex-presidente ai fini dell’estradizione.
Romeo Lucas è accusato di coinvolgimento nell’uccisione di tre spagnoli morti nella strage compiuta dalla polizia nazionale nel 1980 all’ambasciata di Madrid a Città del Guatemala, costata la vita a 37 persone, tra cui anche il padre del Premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchù Tum.
Secondo Grande-Malaska, l’ex-capo dello Stato sarebbe implicato anche nel tentato omicidio dell’allora ambasciatore spagnolo Maximo Cajal, nell’assassinio di tre sacerdoti spagnoli, Josè Maria Gran Ciera, Faustino Villanueva e Juan Alonzo Fernández - uccisi tra il giugno del 1980 e il febbraio del 1981 " e nella scomparsa di Carlos Pèrez Alonzo, sequestrato dai militari nell’agosto 1981. [FB]
http://www.misna.org
Ultimi Articoli
Youth and Future a Palazzo Reale: le parole dei giovani diventano opere d’arte
Fibra ottica in provincia di Como: 145 comuni nel Piano Bul, oltre 144.000 immobili attivabili
Leone, il neonato ritrovato a Cinisello Balsamo respira senza supporto
Gaza, dalla Lombardia altri 150mila euro per acqua e assistenza agli sfollati
Milano premia i suoi protagonisti: a Palazzo Marino otto “Volti della Metropoli” che raccontano il futuro della città
Premio Volti della Metropoli: a Palazzo Marino i riconoscimenti alla VI edizione
Milano celebra i suoi protagonisti: torna il Premio “Volti della Metropoli”
Roma, talenti, Via Antamoro, vent’anni di attesa: ma chi paga il prezzo delle promesse rimaste sulla carta?
Winners Cup 2026, oltre 200 giovani pazienti oncologici in campo a Milano