WALL STREET -- È la più grande operazione antimafia mai scattata a Wall Street: la procura federale ha incriminato e arrestato 120 persone coinvolte in una frode finanziaria da 50 milioni di dollari, oltre 100 miliardi di lire. Fra loro ci sono componenti di tutte le cinque famiglie mafiose di New York, un ex poliziotto di Manhattan e decine di broker compiacenti che gonfiavano alcuni titoli in cambio di mazzette.
La colossale frode è andata avanti indisturbata per cinque anni, dal '95 al '99: "l’indagine ha dimostrato ancora una volta gli sforzi di Cosa Nostra di infiltrarsi all’interno dei mercati azionari - ha detto il vicedirettore dell’ Fbi Barry W. Mawn nel corso di una conferenza stampa - non è importante qual è il settore preso di mira. Si può trattare del mercato del pesce o di quello azionario, ma i metodi sono sempre gli stessi: violenza e minacce".
A sentire i federali, quella di oggi è la più vasta operazione contro le truffe finanziarie della storia: "I tentacoli di queste frodi raggiungevano ogni angolo dei mercati finanziari - ha spiegato il procuratore Mary Jo White - le vittime venivano ossessionate usando sia i metodi tradizionali, sia modalità basate su Internet".
Lo schema seguito era piuttosto semplice. I malviventi si servivano di finanzieri e broker corrotti per promuovere azioni di scarso valore. Spacciando anche per promettenti nuove società Internet, aziende che con la Rete avevano poco o niente a che fare. Come? Facendo circolare notizie false su aziende tecnologiche e su domini Internet, per attrarre capitali cavalcando il boom della nuova economia.
Dieci delle persone coinvolte sono, secondo gli inquirenti, membri delle cinque famiglie mafiose di New York: Bonanno, Colombo, Gambino, Genovese e Luchese. A tirare le file della megatruffa finanziaria, i Bonanno in combutta con i Genovese: sarebbero stati loro a tirare in ballo le altre organizzazioni mafiosi della città .
Le indagini hanno messo in evidenza una connessione fra la criminalità organizzata e un sottobosco di piccole aziende di intermediazione finanziaria. Fra gli indagati ci sono un ex detective della polizia di New York, 12 promotori finanziari, agenti di cambio, manager di fondi, due top manager di una catena di ristoranti fast food (la 'Ranch 1') e una trentina di finanzieri con accesso ad informazioni riservate.
Una ragnatela diffusa in più Stati
Per infiltrarsi negli ambienti finanziari, i mafiosi di New York, stando alle accuse, non concedevano sconti: dopo aver 'convinto' a suon di dollari broker e manager a cooperare, non esitavano a ricorrere all’estorsione, alle intimidazione e anche alle minacce d'omicidio per raggiungere i loro scopi.
La ragnatela era fitta e estesa in più Stati dell’unione: quattro mandati di perquisizione sono stati effettuati anche a Dallas, in Texas, e a Salt Lake City, in Utah.
Secondo l’Fbi, le frodi finanziarie rappresentano l’ultima frontiera della criminalità organizzata newyorchese: stanati dai racket tradizionali, buttati fuori da business storici come il controllo della nettezza urbana, le famiglie mafiose si sono date alla borsa. A modo loro.
Con il contributo di Ansa e AP
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