VIENNA - Gli ispettori delle Nazioni Unite potranno tornare a Bagdad entro due settimane. l’annuncio lo dà il il capo della missione Unmovic, Hans Blix, gran mediatore dei due giorni di colloqui viennesi fra gli esponenti del governo di Saddam Hussein e la missione Unmovic dell’Onu, di cui è a capo. Ma dagli Stati Uniti arriva subito l’altolà : gli esperti delle Nazioni Unite potranno tornare a Bagdad solo quando il Consiglio di sicurezza avrà approvato una nuova risoluzione. È il segretario di Stato americano Colin Powell a smorzare gli entusiasmi per l’intesa raggiunta a Vienna. "Non ci accontenteremo delle mezze verità , o dei compromessi iracheni o degli sforzi iracheni per ributtarci nella stessa palude", ha detto Powell, "la pressione funziona, continueremo a esercitarla".
Nessun riconoscimento dunque al gran lavoro di mediazione di Hans Blix, che è riuscito a convincere il governo di Bagdad e non ha ceduto alle pressioni di Usa e Gran Bretagna. E mentre Blix da Vienna annuncia che gli ispettori potranno tornare nel giro di due settimane, a Washington circola una bozza di risoluzione che gli Stati Uniti si apprestano a presentare al Consiglio di sicurezza dell’Onu, che va in tutt'altra direzione. Nella bozza è prevista una clausola che subordina l’invio degli ispettori alla consegna da parte di Bagdad della lista completa di tutte le armi di sterminio in suo possesso.
Se passasse questa clausola il lavoro di Blix andrebbe perso. Gli ispettori dell’Onu, ha infatti spiegato oggi Hans Blix, illustrando l’accordo, potranno avere accesso a tutti i siti in cui si sospetta la presenza di fabbriche di armi di distruzioni di massa. "l’accordo - ha aggiunto Blix - prevede ispezioni immediate, prive di condizioni e restrizioni", pur seguendo le procedure previste dalle risoluzioni già approvate dalle Nazioni Unite, anche se "alcune questioni pratiche verranno modificate". Blix ha anche aggiunto che l’accordo non prevede modifiche agli attuali patti sull’accesso agli otto palazzi presidenziali di Saddam Hussein, patti siglati nel 1998. "Non capisco poi perché siano così importanti", ha chiosato ironicamente Blix, ben sapendo però che l’accesso ai palazzi del raìs è un punto fondamentale per gli Usa e la Gran Bretagna.
Ora Blix riporterà i risultati dei colloqui di Vienna al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che "dovrà prendere una decisione finale" circa l’avvio delle ispezioni. Il capo della missione Unmovic ha quindi ribadito la sua disponibilità a inviare in Iraq una prima missione "verso la metà di ottobre". Ma anche riguardo a questo, gli ispettori "si atterranno alle decisioni del Consiglio di sicurezza".
Soddisfatto Amir al-Saadi, il delegato del presidente Saddam Hussein. "Aspettiamo l’arrivo degli ispettori dell’Onu nelle prossime due settimane", ha detto al-Saadi.
Sarebbe la prima volta, dopo quattro anni, che gli ispettori delle Nazioni Unite tornano a Bagdad.
l’intesa era già nell’aria dalla mattinata. Ad annunciarla era stato Tareq Aziz, numero due del governo iracheno: "Abbiamo dato istruzione alla delegazione irachena a Vienna affinchè gli ispettori abbiano accesso a tutte le installazioni e che potranno usare tutti i metodi tecnici di indagine", aveva detto Aziz.
Ultimi Articoli
Gerry Scotti apre il Festival della TV di Dogliani — quindicesima edizione dal 29 al 31 maggio 2026
Triennale Milano — una settimana di performance, laboratori e incontri dal 13 al 19 aprile
NIST legge Project Hail Mary con l’occhio del laboratorio
Fausto Lama — “Giovani Bukowski” racconta una generazione tra eccesso e consapevolezza
Rosa Teruzzi premiata al Ceresio in Giallo 2026: una vita tra cronaca nera e detective “fuori dagli schemi”
Florence Road — la band irlandese che porta “Spring Forward” sui palchi del 2026
Levante — Dieci tappe live per l’estate 2026 tra arene e rassegne sotto le stelle
Ravyn Lenae pubblica due nuovi singoli — “Reputation” e “Bobby” aprono una nuova fase
Don Bronstein a Milano — lo sguardo sul jazz arriva in Triennale