L’agenzia Compass Direct ha affermato che il 9 giugno scorso, dieci poliziotti armati di manganelli hanno fatto irruzione in un’abitazione privata a Jeddah, in Riad, arrestando quattro cristiani di origine africana durante una funzione religiosa.
Al momento del bliz, più di 100 persone erano riunite nella casa, i quattro erano i leader del gruppo che hanno invitato i poliziotti venuti ad arrestarli a fermarsi fino alla fine della funzione religiosa durata circa tre ore.
In Arabia Saudita è vietato praticare o manifestare pubblicamente le proprie credenze religiose se sono diverse dall’islam. Negli ultimi anni, grazie alle pressioni internazionali, è stata permessa la pratica di altre religioni, ma solo in privato.
La polizia religiosa, tuttavia, continua ad arrestare, imprigionare e torturare le persone che praticano altre fedi. Nel regno saudita, musulmano per la totalità della popolazione, non è permesso costruire luoghi di culto, chiese o cappelle. È vietata qualunque espressione pubblica di una fede non islamica come tenere in mano una Bibbia, portare un crocifisso o un rosario, o pregare in pubblico.
Non si conoscono le cifre esatte relative alla presenza cristiana, rappresentata per la maggior parte da lavoratori immigrati.
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