PARAGUAY: L’indignazione dei parenti delle vittime dell’incendio al supermercato della catena Ycuá Bolaños, che il 1° agosto 2004 provocò ad Asunción oltre 400 morti e decine di feriti, è degenerata ieri in violenti incidenti scoppiati nel campo polisportivo delle forze armate, sede del processo contro Juan Pío Paiva e suo figlio Victor Daniel, proprietari del centro commerciale, e la guardia privata Daniel Areco.
Gli imputati erano accusati di omicidio doloso " punibile con una pena massima di 25 anni - per aver disposto, allo scoppio delle fiamme, la chiusura delle uscite di sicurezza per evitare che qualcuno dei circa 2000 clienti presenti nel supermercato potesse trafugare merce. Per due voti contro uno, quello del presidente della corte Maria Doddy Báez, i giudici Elio Ovelar e Manuel Aguirre Rodas hanno tuttavia emesso un verdetto di colpevolezza solo per omicidio colposo (5 anni di carcere) scatenando la reazione dei familiari delle vittime che hanno iniziato a tirare sedie e vari oggetti all’indirizzo dei magistrati, protetti da un cordone di agenti.
Le proteste si sono in seguito estese nelle strade con cassonetti e pneumatici dati alle fiamme e assalti e saccheggi ai supermercati della catena Ycuá Bolaños; il bilancio di fine giornata parlava di un centinaio di feriti tra manifestanti e forze dell’ordine.
Già prima della sentenza, il pm Edgar Sánchez aveva lanciato accuse di corruzione nei confronti di Ovelar e Aguirre, chiedendone la ricusazione. Anche il presidente Nicanor Duarte, in un messaggio televisivo al paese, ha definito il verdetto “non adeguato alla realtà dei fati e alla loro gravità ” sollecitando il procuratore generale “a estromettere i due giudici da questo processo”.
La strage " la più grave avvenuta in Paraguay in tempo di pace - fu provocata da una cappa dei fumi di scarico otturata, dalla quale si scatenò un incendio che propagandosi rapidamente nel supermercato - 9.000 metri quadrati di superficie con decine di negozi - fece esplodere estintori e contenitori sotto pressione. [FB]
FONTE: MISNA DOT ORG
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