PERÙ / MISNA su Ladysilvia; “Occorre portare all’asfissia la produzione di cocaina; è il modo migliore per spingere i ’campesinos’ a cercare alternative nel caffè o nel cacao.
Si guadagna un po’ di meno, ma si vive nella legalità ”: lo ha detto il presidente Alan García ordinando l’eliminazione dei pozzi di macerazione della foglia di coca " utilizzati per la produzione della pasta base della cocaina " e le piste d’atterraggio clandestine utilizzati dai narcotrafficanti nella regione amazzonica peruviana, dove il governo si prepara a ricominciare le operazioni di distruzione delle piantagioni illegali tra le proteste dei ’cocaleros’ (produttori di coca).
“Usate gli aerei caccia, bombardate, mitragliate pozzi e piste. Se non cancelliamo ora il pericolo del narcotraffico, il Perù potrebbe affrontare una ribellione come quella di un paese fratello (la confinante Colombia, ndr) ha detto pubblicamente il presidente rivolgendosi al ministro degli Interni, Luis Alva Castro.
Due settimane fa l’esecutivo aveva decretato una sospensione temporanea delle operazioni anti-droga nella selva centrale di Tocache mettendo fine a un massiccio sciopero organizzato dai ’cocaleros’ in protesta contro “l’imposizione della politica americana di distruzione delle piantagioni”.
Se per i 'campesinos' della regione amazzonica la foglia di coca resta una delle principali fonti di sostentamento, secondo il governo delle 105.000 tonnellate prodotte ogni anno nel paese solo 8-9.000 sono destinate a scopi legali, come il consumo tradizionale, mentre il resto finisce nel circuito del narcotraffico. [FB]
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LA REDAZIONE Ladysilvia
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