Inghilterra: La vicenda accaduta in Inghilterra ha avuto come teatro il James Paget University Hospital, a Gorleston, nel #Norfolk. Ad un paziente ci sono voluti quasi due anni e mezzo e una #sentenza giudiziaria per costringerlo a #sloggiare dall'ospedale inglese in cui si era stabilito. Ma alla fine l'odissea si è conclusa e il "paziente", dichiarato guarito da tempo, ha dovuto lasciare il suo posto letto. La direzione sanitaria ha fatto sapere di essersi rivolta a un tribunale solo come ultima risorsa e "non a cuor leggero". Ma di non aver potuto fare altro dopo che l'uomo, il cui ricovero, iniziato nell'agosto 2014, era da tempo considerato "non più necessario" dai medici, aveva rifiutato di farsi dimettere nonostante l'offerta di un alloggio esterno. Una donna, ospite per un periodo nello stesso reparto ha dichiarato alla Bbc: "Era il segreto di #pulcinella.
Usava l'ospedale come un hotel. Una cosa disgustosa". Una vicenda che appare curiosa, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, anche se non è dato conoscere le condizioni psicofisiche e sociali dell’uomo che probabilmente solo, non aveva alcun posto dove andare. Un fatto è però certo: in Italia non sarebbe mai potuto accadere qualcosa del genere perché i posti letto nei nostri nosocomi scarseggiano a tal punto che anche per i ricoveri necessari soventemente è difficile reperirne uno.
Ultimi Articoli
Florence Road — la band irlandese che porta “Spring Forward” sui palchi del 2026
Levante — Dieci tappe live per l’estate 2026 tra arene e rassegne sotto le stelle
Ravyn Lenae pubblica due nuovi singoli — “Reputation” e “Bobby” aprono una nuova fase
Don Bronstein a Milano — lo sguardo sul jazz arriva in Triennale
Lo Spiraglio Filmfestival – Al MAXXI il cinema guarda in faccia la salute mentale
Acqua in bottiglia o depuratore — la qualità dell’acqua è il vero confronto
Attraverso Festival 2026, oltre 40 appuntamenti tra Langhe, Roero, Monferrato e Appennino Piemontese
Acqua — Quando un bicchiere racconta il livello di un servizio
Lella e Massimo Vignelli alla Triennale con una grande retrospettiva sulla chiarezza del progetto