Chi vive nelle città della costa dovrà abituarsi a stagioni sempre più piovose. Lo svela una ricerca della Nasa condotta da J. Marshall Shepherd del Goddard Space Flight Center, pubblicata sull’ultimo numero della rivista Earth Interactions. A quanto pare, le aree urbane con la loro alta concentrazione di strade, edifici e strutture che accumulano calore creano delle "isole di calore", cioè delle zone dove la temperatura dell’atmosfera è più alta rispetto a quella delle aree circostanti.
l’aumento della temperatura atmosferica sembra promuovere la creazione di nubi, che poi si scaricano nelle zone circostanti. La presenza poi di edifici di altezza diversa, causa l’incanalamento dei venti verso l’alto e l’ulteriore creazione di nuvole. Infine, la brezza che arriva dal mare nelle città costiere interagisce con il vento creato dagli edifici rendendo più probabile la formazione di temporali. "I dati - spiega Shepherd - mostrano che in una città come Houston si registra un notevole incremento dei fulmini, soprattutto nelle zone sottovento".
l’analisi poi delle precipitazioni ha anche dimostrato che la frequenza delle piogge nelle zone sottovento di Houston era del 44 per cento più alto che nelle zone sopravvento. Sopra la città , la frequenza delle precipitazioni era il 29 per cento in più rispetto alle zone sopravvento.
Fonte: Lanci - Nasa
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