La sonda spaziale della Nasa Spirit ha trovato le prime tracce del fatto che piccole quantità d'acqua sarebbero sgorgate dalla superficie del Cratere Gusev dove il velivolo atterrò a gennaio, ha riferito ieri uno scienziato della Nasa.
La notizia arriva tre giorni dopo che funzionari della Nasa hanno annunciato la scoperta da parte di Opportunity, gemella di Spirit, di prove geologiche che il luogo dell’atterraggio della sonda, sul lato opposto del Pianeta Rosso, un tempo fosse coperto d'acqua.
Gli scienziati che lavorano con Spirit hanno dedotto che l’acqua ha dato luogo a piccoli buchi e ha lasciato depositi di minerali in una roccia soprannominata Humphrey.
La sonda ha praticato fori di 2 millimetri nella roccia e ne ha esaminato l’interno coi suoi strumenti per determinarne la composizione.
http://www.reuters.com
La sintesi della questione Sul Tema dell’Acqua su Marte
Le tracce di presenza di acqua sono state rilevate con sistemi diversi.
Poi ogni volta, sarà la decima, per semplicità , comprensione e voglia di scoop, si cerca la scorciatoia del titolone "scoperta l’acqua su Marte" (e il pubblico appena attento dirà : ma non lo avevano già scoperto qualche mese fa?).
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La differenza - se non sostanziale - quanto meno metodologica, è che nei casi precedenti le scoperte erano state fatte dalle sonde in orbita, misurando radiazioni associabili alla presenza di acqua (ghiaccio) nel suolo e di minerali formatisi in presenza di acqua.
l’ultimo annuncio fu proprio della Mars Express europea (annuncio dato quasi in contemporanea all’atterraggio di Spirit, nella speranza di far dimenticare il fallimento della Beagle II, precipitata lo scorso Natale).
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Stavolta i minerali sono stati "toccati con mano" (di robot).
Oltre alla spesso citata Le sferule potrebbero essere delle concrezioni.
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c’è da dire che finora l’acqua vera e propria non è stata "toccata", per dire così.
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Si misurano composti chimici, "non sono ancora stati fisicamente prelevati campioni di ghiaccio": in effetti si studiano le tracce sulle rocce marziane attribuibili alla presenza,- in un passato non si sa quanto lontano, di acqua.
Se lo si trovasse (forse ci vorrebbe una sonda in grado di trivellare il suolo) sarebbe un evento eccezionale (magari in un bolla nel ghiaccio potrebbero vivere virus e batteri ... chissà !).
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Tempo fa era stata annunciata la scoperta di ampie estensioni di terreno ricco di olivina, che invece è incompatibile con l’acqua (l’olivina si altera e si trasforma in altri minerali).
Quindi la partita è ancora aperta.
Acqua, quasi sicuramente sì, ma dove, quando, e quanta?
Alcuni riferimenti sull’Olivina:
Rai.it news
http://sic.sapo.pt/article28450visual4.html
http://www.lescienze.it/archivio.html
ACQUA SU MARTE:
http://www.uai.it/index.php?tipo=A&id=401
http://scis.uai.it
FOX Volpini
l’EMATITE
L’ematite si forma in pozze stagnanti d’acqua oppure dove attività vulcaniche sotterranee generano acque in pressione.
L’ematite grigia è sicuramente un componente che nessuno penserebbe di trovare in un arido deserto marziano ma Marte non è poi così arido come vuole far sembrare. Il pianeta presenta molti segni di una antica presenza d’acqua che, forse, ancora oggi esiste.
La prima scoperta di ematite su Marte risale al 1998, quando lo spettrometro agli infrarossi del Mars Global Surveyor (TES - Thermal Emission Spectrometer) individuò una forte ed estesa concentrazione di ematite grigia all’altezza dell’equatore marziano, in una zona di 500 chilometri chiamata "Sinus Meridiani". La scoperta, in aggiunta ad altre, costituisce una nuova prova che su Marte una volta ci fosse acqua in quantità tale da far precipitare gli ossidi di ferro in grani consistenti.
http://www.pianetamarte.com
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