All’impiego delle cellule staminali embrionali umane sono legate grandi attese economiche. Ricercatori come Oliver Bruestle dell’Università di Bonn stanno tentando di ottenere tessuti sostitutivi per malati gravi. Aziende quali ProteoSys di Mainz vogliono sperimentare l’efficacia dei nuovi farmaci in modo piu’ convincente di quanto si riesca a fare oggi. Il ministro dell’Economia Wolfgang Clement punta su miglia di nuovi posti di lavoro.
Invece, l’Ufficio Europeo per i Brevetti, spesso accusato da organizzazioni come Greenpeace di favorire la “mercificazione della vita”, proprio lui potrebbe essere l’ostacolo per tutti questi progetti. Secondo i suoi membri, infatti, reperimento e utilizzo commerciale delle cellule staminali non sarebbero meritevoli di brevetto per ragioni etiche. Purtroppo, se un ricercatore non può dimostrare che il suo lavoro e’ coperto da brevetto, percio’ tutelato da possibili imitazioni, difficilmente troverà qualcuno che gli finanzi il progetto.
Finora sono quattro le richieste di brevetto su esperimenti relativi alle cellule staminali embrionali che sono andate a sbattere contro l’Ufficio Europeo Brevetti di Monaco. L’ultimo in ordine di tempo e’ stato Oliver Bruestle, uno dei pionieri della ricerca tedesca in questo campo. Gia’ nel 1999 Bruestle si era garantito, in Germania, i diritti per coltivare tessuti nervosi a partire da cellule staminali embrionali. Invece il suo tentativo di estendere il brevetto a tutt’Europa e’ fallito il mese scorso.
Con testardaggine, gli esaminatori della richiesta lo hanno costretto a cancellare tutto quanto concernesse l’uso di cellule staminali embrionali umane. Peggio ancora e’ andata a James Thomson, il ricercatore dell’Università del Wisconsin che nel 1998 fu il primo a ricavare cellule staminali embrionali umane. Ebbene, la domanda di brevetto su quel suo procedimento e’ stato respinto in luglio. Ancora prima c’era stato il parere negativo nei confronti delle richieste avanzate dall’Università di Edinburgo e del “California Institute of Technology”. I membri dell’Ufficio Brevetti si sono richiamati all’accordo europeo sui brevetti e alla direttiva Ue sui bio-brevetti, che vietano l’uso degli embrioni a scopo industriale e commerciale. Divieto che includerebbe anche le cellule staminali da embrioni.
Tranne Bruestle, tutti i pionieri nella ricerca con le staminali hanno presentato ricorso all’istanza superiore dell’Ufficio Brevetti. Questo secondo parere sarà un indicatore molto importante per l’utilizzo economico delle staminali embrionali in Europa. Alain Pompidou, neo-presidente dell’Ufficio, ha gia’ affermato che la brevettibilità e’ soggetta a precisi confini etici.
Rosa a Marca
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