l’orbita della Stazione spaziale internazionale (ISS) sarà elevata di quattro chilometri per compensare un abbassamento dovuto al verificarsi di una tempesta magnetica e per favorire l’arrivo di una navetta da Terra. Lo ha annunciato il Centro di Controllo dei Voli Spaziali russo.
Le manovre per correggere l’orbita della ISS prevedono l’accendimento dei motori della navetta Progress M-50 per 480 secondi in modo da alzare l’orbita di quattro chilometri. l’orbita abituale della ISS oscilla tra i 400 e i 340 chilometri di altezza, ma ogni tanto deve essere comunque compensata perché, a causa della gravità terrestre e di altri fattori, perde ogni giorno tra i 100 e i 150 metri.
La intensa tormenta magnetica che ha colpito la Terra la settimana scorsa ha accelerato questa discesa, portandola a circa 300 metri al giorno negli ultimi cinque giorni, provocando un abbassamento di 7 chilometri oltre il normale.
Il recupero dell’altezza abituale è anche in funzione dell’arrivo ormai vicino del cargo Progress che verrà lanciato dalla Russia il prossimo 23 dicembre con due tonnellate e mezzo di carico a bordo tra combustibile, ossigeno, acqua, cibo, strumenti di lavoro eccetera.
Attualmente, l’equipaggio a bordo - il decimo da quando opera la stazione - è costituito dal russo Salizhan Sharipov e dall’americano Leroy Chiao.
El Mundo / LANCI
Ultimi Articoli
Milano: George Foreman, la sua storia arriva in libreria con DIO AL MIO ANGOLO
Arisa torna con Foto Mosse — il nuovo album esce il 17 aprile
GENTE DI FACILI COSTUMI al Teatro Manzoni di Milano
“È intelligente… ma non studia!”: ridere, ricordare, crescere
Italia–Giappone: Vincenza Palmieri porta lo Specialista della Famiglia al Paese del Sol Levante — la rete dei Diritti Umani si allarga
Bruno Mars accende Las Vegas — The Romantic Tour debutta con sold-out e la città gli intitola una strada
Gerry Scotti apre il Festival della TV di Dogliani — quindicesima edizione dal 29 al 31 maggio 2026
Triennale Milano — una settimana di performance, laboratori e incontri dal 13 al 19 aprile
NIST legge Project Hail Mary con l’occhio del laboratorio