«Si dice che il calcio e le scienze non abbiano nulla in comune. Sbagliato». Così ha cominciato la sua conferenza Ken Bray, sabato 3 settembre alle ore 15 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, ospite del Festival della Scienza di Genova. Bray, fisico di formazione, è specializzato nella scienza degli sport e ha voluto illustrare al vasto pubblico il contributo che matematica, aerodinamica, fisica e statistica danno per comprendere al meglio quanto succede in campo, rispondendo alla domanda Perchè l’Italia vinse ai rigori con l’Olanda e Beckam tira punizioni imparabili?.
La sua indagine si concentra su due momenti particolari della partita di calcio, il rigore e la punizione. «L’esperienza ci insegna che il 30% degli incontri ad alto livello dei Campionati Mondiali, dai quarti di finale in avanti, si conclude con i famigerati rigori. Tirare bene in porta può essere decisivo». Ma esistono rigori imparabili? Ken Bray ne è sicuro: «per quanto sia bravo il portiere esiste sempre un’area della porta che non è comunque raggiungibile dal centro.
Si tratta degli estremi laterali, soprattutto le fasce in alto, che equivalgono a circa 1/3 della superficie totale della porta». Per definire questo spazio sono stati analizzati i tuffi di vari portieri di alto livello e si è calcolato geometricamente l’inviluppo - così viene denominato - della parata. A dimostrazione di queste affermazioni Bray cita i rigori di alcune celebri partite, analizzando il punto in cui la palla entra nella porta. E si vede benissimo che tutti i tiri imparabili vanno sempre ai lati. «In pratica - conclude Bray - vince chi ha i giocatori che sanno tirare nel modo più preciso. Le capacità del portiere sono molto meno importanti».
La punizione ha meritato uno studio analogo, ma più complesso: «obbedisce a regole precise che definiscono il tiro imprendibile» annuncia lo scienziato. «Ma ricostruire il moto del pallone non è semplice.
Alcuni coefficienti da impiegare nelle formule di moto della sfera non erano disponibili quando ho iniziato questi studi, nel 2003.
Li abbiamo dovuti ricavare sperimentalmente, comparando le esperienze in labo
ratorio con le simulazioni su modelli matematici». Il risultato, davvero sorprendente, è che esistono una serie di parametri, ovvero una velocità di tiro di 25 metri al secondo, un’elevazione di 16 gradi e un “effetto” ben preciso, per ottenere un tiro che mandi la palla poco sopra la barriera prima di entrare matematicamente in rete. «Ma il problema - conclude Bray - non è tanto conoscere i parametri giusti, quanto tirare con queste precise modalità ».
Il giocatore britannico Beckam sembra riuscire molto bene in questa tecnica, pur modificandola secondo le esigenze del momento. Ken Bray conclude con una raccomandazione per gli aspiranti calciatori e allenatori: «per migliorare certamente bisogna conoscere queste regole, ma è indispensabile soprattutto fare tantissima pratica».
Ultimi Articoli
Chiamate di telemarketing: come ho smesso di riceverne 40 al giorno
Meta sotto processo negli USA: l’accusa è che alcune funzioni dei social creino dipendenza
“Se nasci mela, non puoi diventare fragola”: Vincenza Palmieri denuncia il “Sistema Piemonte”
Regione Lombardia, allerta gialla per temporali: quadro valido fino al 17 agosto
Lago Maggiore, primo accordo Italia-Svizzera: 5 metri cubi al secondo dal Toce per salvare le risaie
“Se nasci mela, non puoi diventare fragola”: l’accusa di Vincenza Palmieri sul “Sistema Piemonte”
Video - Incendio sul Monte Goj a Como: 50 sfollati, fiamme a 20 metri dalle case.
Caldo torrido e bambini: quando andare al Pronto Soccorso e come gestire punture di zecche e meduse
Abbonamento Musei Lombardia: 240 luoghi e 40 mostre per un'estate di cultura