Lavoratori dell’industria chimica, squadre di soccorso della protezione civile e reparti di difesa chimico-batteriologica potrebbero trarre beneficio da una nuova gomma sintetica intessuta con cristalli liquidi. Il nuovo materiale, messo a punto dall’Università del Colorado a Boulder e dalla Tda Research Inch, potrebbe infatti essere utilizzato per produrre tute adatte a proteggere la pelle dall’esposizione a vapori e aerosol tossici estremamente leggere e traspiranti, ma in grado di bloccare il passaggio delle sostanze chimiche.
Attualmente vengono utilizzate tute a tenuta stagna estremamente pesanti, oltre che costose, che comportano per di più rischi per la salute se utilizzate in ambienti surriscaldati. Data la loro scarsa maneggevolezza e i problemi che pongono si erano tentate strade alternative come quella di ricorrere a tute a base di ’butyl rubber’ (Br, poly-methylpropene-co-2-methyl-1,3-butadiene), un gomma sintetica ampiamente utilizzata per la produzione di guanti, il cui processo di fabbricazione può essere modificato in modo che i suoi filamenti polimerici vengano incrociati con un altro polimero. In questo modo è possibile ottenere una gomma sintetica in grado di resistere a molti agenti chimici corrosivi e dotato di permeabilità molto bassa, tanto da impedire a eventuali agenti tossici sia liquidi sia vaporizzati, di penetrare.
L’assenza di permeabilità è tuttavia anche il principale inconveniente di questo prodotto, dato che impedisce la traspirazione rendendo gli indumenti protettivi molto poco confortevoli e in casi estremi può determinare gravi colpi di calore in chi li indossa. Proprio per questo le unità di difesa chimico-batteriologica optano comunque per attrezzature più pesanti e scomode.
Come viene riferito sull’ultimo numero di Advanced Materials, il nuovo materiale, ottenuto intrecciando la Br con molecole di un particolare cristallo liquido, è in grado di resistere ad aggressivi chimici e di impedirne il passaggio, pur consentendo la traspirazione delle molecole di vapore acqueo, più piccole della quasi totalità degli agenti nervini e tossici. Anche i pochi agenti tossici di dimensioni ridotte vengono però filtrati in quanto in genere essi hanno la caratteristica di essere idrofobici, mentre i pori sono idrofili così da consentire la traspirazione, ma da esercitare un’azione di repulsione verso le sostanze indesiderate.
Fonte: CNR - Le Scienze on line
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