SIRTE, Libia - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha incontrato oggi il presidente libico Muammar Gheddafi, nella prima visita di un leader occidentale da quando nel dicembre scorso Tripoli ha annunciato che avrebbe posto fine ai programmi per lo sviluppo di armi di distruzione di massa.
Berlusconi è arrivato in volo da Roma a Sirte, città natale del presidente Muammar Gheddafi, dove è stato ricevuto dal premier libico Shokri Ghanem, secondo quanto riferito dalle autorità locali.
Il capo del Governo italiano al termine dell’incontro ha detto di essersi proposto come mediatore per la normalizzazione dei rapporti tra Libia e Usa.
"Ho con me alcune proposte da Gheddafi per (il presidente George) Bush, riguardanti il miglioramento dei rapporti tra Usa e Libia", ha detto Berlusconi nel corso di una conferenza stampa dopo il colloqui durati alcune ore.
In precedenza, funzionari deI due Paesi avevano annunciato che gli Stati Uniti sono tornati ad avere una presenza diplomatica in Libia dopo decenni di reciproca ostilità .
"Sì, gli americani sono arrivati in Libia per lavorare nell’ambasciata belga nelle sezioni di interesse Usa nel Paese e i libici andranno in America per lavorare nelle sedi diplomatiche libiche", ha detto il ministro degli Esteri libico Mohamed Abderrhmane Chalgam in una conferenza stampa a Londra.
Un funzionario del Dipartimento di Stato ha confermato che un diplomatico ha fatto ritorno alla capitale libica.
"Al momento abbiamo un diplomatico Usa a Tripoli per assistere gli esperti Usa di armi di distruzione di massa", ha detto il funzionario. "È la prima volta che abbiamo qualcuno lì".
"l’Italia e la Libia lavoreranno insieme per combattere il terrorismo e l’immigrazione illegale", ha detto ancora Berlusconi, aggiungendo di aver offerto di consentire ad un numero maggiore di libici di venire in Italia per studiare o per sottoporsi a cure mediche, e di contribuire al rilancio turistico del Paese come compensazione per i danni provocati come potenza coloniale, dalle mine poste sul suolo libico dalle truppe di occupazione italiane alla morte dei prigionieri libici in Italia nel periodo coloniale (1911-1943).
Oggi, intanto, nell’ambito della politica libica di ristabilimento di buone relazioni con i paesi occidentali, il ministro degli Esteri di Tripoli si è recato a Londra per incontrare il premier britannico Tony Blair. È la prima volta che ciò accade dal 1969, da quando cioè Gheddafi salì al potere.
Roma è il principale partner commerciale della Libia, che fornisce all’Italia circa il 25% del fabbisogno petrolifero. l’ultima visita di Berlusconi risale al 2002.
FONTE: Reuters
Berlusconi, visita lampo da Gheddafi
Stasera a Roma incontra Abu Ala
"l’Italia è amica e vuole essere amica. Il passato è lontano". Appena atterrato a Sirte dove è volato per un incontro lampo con il leader libico Gheddafi, Silvio Berlusconi si è rivolto così alla delegazione delle autorità locali, che lo ha accolto all’aeroporto. Berlusconi già nell’ottobre del 2002, con la sua prima vista a Gheddafi, aveva cominciato a mettere una pietra sulle incomprensioni del passato. Non solo, proprio il premier italiano è il primo leader occidentale ad andare in Libia dopo la rinuncia di Gheddafi alle armi di sterminio, annunciata il 19 dicembre scorso. Spetta dunque a lui approfondire le prospettive che si aprono nella collaborazione con l’Italia e con l’Europa, compresa la possibile revoca dell’embargo Ue sulle forniture militari utili anche per il pattugliamento delle coste per contrastare il fenomeno degli sbarchi clandestini.
Ma Berlusconi cercherà soprattutto di appianare gli ultimi ostacoli alla firma di un trattato speciale di amicizia italo-libico, tra cui un passaggio importante: un gesto simbolico fatto dall’Italia con cui indennizzare la Libia per i danni del colonialismo. Problema spinoso visto che recentemente Gheddafi ha avanzato nuove richieste che rischiano di decuplicare la spesa inizialmente prevista dall’Italia. Berlusconi tornerà presto a Roma perché per questa sera è in programma un altro importante incontro internazionale, quello con il primo ministro palestinese Abu Ala. Una giornata tutta dedicata alla politica estera per il premier che comunque non ha dimenticato di fare un accenno ai prolemi interni alla maggioranza, con un riferimento esplicito ai centristi dell’Udc: ci sono partiti che, pur essendo marginali, vogliono più potere e sentirsi uguali, rispetto a chi nella maggioranza ha il 60%.
FONTE: TG5
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