Telecom Italia è nella bufera da molte settimane, ormai. Da molti punti di vista: giudiziario (indagini della magistratura sulle intercettazioni illegali); politico (il Governo ha interferito negli affari di una societa' privata?); finanziario (c'è la fara' a reggere il peso del debito di oltre 40 miliardi di euro?); societario (vendera' Tim? sara' scorporata la rete?).
Commentatori, politici, autorita' varie e addetti ai lavori finiscono inevitabilmente per concentrarsi sui retroscena: chi c'è dietro questa storia? Chi ne trarra' vantaggio? E tutto diventa una sorta di giallo giornalistico-politico gia' visto in decine di altri casi-scandali.
Un esercizio inutile e dannoso. Perchè non si sapra' mai quello che è accaduto, persisteranno per anni diverse versioni; finisce per diventare un dibattito incomprensibile per i cittadini (sono cose da potenti, ecc.); e poi perché viene distolta l’attenzione da questa semplice domanda: qual è l’utilita' della societa' per la clientela. Perchè Telecom Italia deve continuare a godere di privilegi, visto che riesce a fare “business” con modalita' che rasentano la truffa?
Rifacciamo l’elenco della spesa: attivazioni di servizi non richiesti; tempi biblici per l’attivazione di servizi richiesti; l’eterna piaga dei dialer; una rete commerciale fuori controllo.
Questo dovrebbero chiarire i capi di Telecom Italia, le Authority e, nei limiti delle sue competenze, il Governo.
Avendo quotidianamente riscontri dell’inefficienza truffaldina dell’ex monopolista, abbiamo sperato ad ogni piano di ristrutturazione (il penultimo riguardava l’incorporazione di Tim nella pancia di Telecom Italia) “va bè con quest'ultima furbata finanziaria rimette a posto i conti e finalmente iniziera' a vendere servizi in modo pulito, rispettando le regole della concorrenza, ecc.”.
Confessiamo la nostra ingenuita'.
Cosa succedera' ora? Il futuro della compagnia non dipende dalla capacita' della stessa a soddisfare la clientela, ma da un procedimento giudiziario, dalle decisioni delle Autorithy, dalla politica e dalla capacita' della dirigenza a porre rimedio alla pesante situazione debitoria in tempi brevi.
A questo proposito, la rapidita' degli interventi sara' determinante. Infatti, prima o poi i finanziamenti ottenuti andranno a scadenza e, se sara' necessario, il loro rinnovo sara' sicuramente a tassi di interesse più onerosi. E questo, chechè ne dica Guido Rossi (il nuovo presidente Telecom Italia) potrebbe compromettere seriamente l’equilibrio economico del gruppo. Vi immaginate cosa potrebbe accadere ai piccoli azionisti della societa' in questo caso? Facciamo gli scongiuri.
Nell’immediato verra' trovata una soluzione “temporanea” che preservera' l’italianita' della compagnia, lasciando immutata la percezione per la clientela di aver a che fare con un gestore telefonico inaffidabile (sempre più ben imitato dai concorrenti). Insomma si mettera' una toppa all’emergenza, l’ennesima. Intanto non sono poche le persone che rinunciano ad avere un telefono fisso a casa, e questo è desolante.
Domenico Murrone
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