L’immagine straripante di Spadolini, notoriamente zizzuto ed ipogenitalico, che allatta le orde dei suoi famelici figliocci, ci permette di accennare a due tematiche riguardanti il seno: la comparsa del latte in una donna fuori della gravidanza, evento infrequente, ma da tempo noto alla medicina ed il latte di padre, circostanza prodigiosa ai limiti del miracoloso. Si racconta di numerose fanciulle che in passato, senza alcun contatto con i maschi, ma soltanto sognandoli ad occhi aperti, all’improvviso si siano sentite più pesanti, più costipate e con i seni affetti da un solletico silenzioso, felici e voluttuosi, pregni di una sensazione nuova ed imbarazzante.
E scoprendoli, incuriosite, vederli gonfi a tal punto che dal capezzolo timidamente faceva capolino una goccia di latte bianco e denso. Seni vergini e desiderosi, resi felici da un latte metafisico, ma che più di una volta sono finiti sul rogo assieme alla proprietaria, sospettata di un inesistente infanticidio. La scienza medica ha da tempo chiarito le cause patologiche del fenomeno: una banale iperprolattinemia o, nei casi gravi, un tumore dell’ipotalamo. Più complessa la questione del latte di padre. In tutte le culture ed in tutte le aree geografiche vi sono state figure mitiche di uomini forniti di abbondante lattazione. Nella nostra religione si venera san Mamante, un culto particolarmente diffuso nel territorio di Belluno, dal quale deriva anche il termine dialettale di mammana, in uso in molte regioni, per indicare la levatrice. Il santo uomo, secondo la leggenda, stava percorrendo un sentiero, quando, da un cespuglio, sentì il vagito di un neonato abbandonato, cercò di calmarlo prendendolo in grembo, ma il fantolino non mangiava da tempo ed urlava come un ossesso.
Il povero santo non sapeva a che santo rivolgersi, per cui decise di pregare il Signore ed ecco che, per incanto, il suo petto si gonfiò ed avvicinatolo al bambino ne scaturì copiosissimo latte. Il mito di san Mamante secondo alcuni etnologi deriverebbe da una trasformazione del culto della dea Cibele, ma poco importa, mentre la constatazione che il mito non sia infrequente induce a cercarne una spiegazione. Esistono disturbi quali la ginecomastia che producono un cospicuo ingrossamento della rudimentale mammella maschile. La patologia è provocata da un aumento del tasso nel sangue dell’ormone estrogeno, normalmente presente in modiche quantità , perché disattivato da un enzima presente nel fegato.
Basta una grave affezione epatica, quale la cirrosi per inattivarlo ed ecco manifestarsi la ginecomastia. Per far sì che la mammella maschile secerna latte si deve però affiancare una seconda malattia, che colpisca una zona del cervello deputata alla produzione della prolattina: un tumore dell’ipotalamo e l’uomo padre è pronto a sostituire la donna nella nobile funzione. Casi del genere, rari ma non eccezionali, saranno capitati dappertutto, eccitando la fantasia popolare e dando luogo a miti e leggende, in considerazione dell’alto valore nutriente del latte, l’alimento della vita, soprattutto in popolazioni dove unire il pranzo con la cena era impresa ardua ai limiti dell’impossibile.
Achille della Ragione
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