CMI: Il CMI invita compatrioti e turisti a non acquistare merci contraffatte dai venditori abusivi. Aiutando l’illegalità si aiuta la criminalità !
Il CMI mantiene la sua lotta per la legalità e contro la criminalità organizzata. Recentemente, su invito, ha partecipato a Napoli alla manifestazione contro l’usura che si è svolta al Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, alla presenza del coraggioso amico don Luigi Merola, delle forze dell’ordine, di Consiglieri Comunali, Provinciali e Regionali e di numerosi intervenuti, malgrado una giornata afosa. La delegazione era guidata da Orazio Mamone e da Mario Borsa.
Il bicentenario ma moderno Convitto Nazionale trae origini dalla legge 30 maggio 1807; nel 1820 ospitò la Camera del Parlamento, quindi divenne sede del Conservatorio di Musica e, successivamente, delle scuole pubbliche istituite dai Gesuiti. La sua sede è in un monumentale e funzionale edificio nel centro storico, facilmente raggiungibile. Nel rispetto della sua prestigiosa tradizione di Collegio Statale, è aperto a tutte le innovazioni didattico-metodologiche in una costante attenzione ai cambiamenti in atto nella società con- temporanea. Il contesto scolastico è caratterizzato da un continuum formativo integrato che, dall’ingresso nella scuola elementare, conduce lo studente fino agli esami di Stato. Il Convitto e le Scuole Statali sono dirette dal dinamico Rettore - Dirigente Scolastico, Prof. Vincenzo Racioppi.
l’elemento di maggiore antichità del complesso, che si sia conservato è il chiostro piccolo che presenta pianta quadrata ed ha due ordini: il primo, probabilmente il più antico esistente a Napoli (inizi sec. XIV) presenta colonne e capitelli zoomorfi e antropomorfi di spolio che sostengono archi ogivali; il secondo, seicentesco, è realizzato con pilastri quadrati in piperno, reggenti archi a tutto sesto. Nel XV e XVI secolo il Convento viene ampliato a nord, con la realizzazione del chiostro grande, in stile rinascimentale. All’inizio del XVII secolo le suore domenicane avviano la costruzione in forme barocche della nuova chiesa, che fu cappella del convitto fino al 1941. Tra il 1757 e il 1763, in aderenza alle mura occidentali del convento, viene realizzato l’intervento vanvitelliano del Foro Carolino (l’attuale piazza Dante): esso consiste in una grande esedra conclusa al centro da un'edicola, scandita da ritti di ordine gigante in stile tuscanico che partono da un basamento continuo e sono conclusi in alto da una trabeazione coronata da 26 statue rappresentanti le virtù di Carlo III.
l’origine del Convitto di Napoli deve farsi risalire ad un istituto gesuitico, fondato da Ferdinando IV nel 1768, che assunse, nel 1829, il nome di Collegio dei Nobili che, con il Risorgimento, divenne nel 1861 Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II. l’ingresso centrale ed il retrostante pronao neoclassico vennero eseguiti successivamente, nel 1835, per garantire un accesso autonomo a quello che diventerà l’attuale Convitto Nazionale.
Il CMI sarà presente il 28 agosto alla manifestazione contro la ’ndrangheta in Calabria.
Eugenio Armando Dondero
Portavoce
Coordinamento Monarchico Italiano
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