Milano: Matteo Cornelius Sullivan - Mi è capitato di vedere per qualche minuto una trasmissione di quelle toste, finalmente il giornalismo italiano inizia ad essere serio, in cui si esponevano casi di corruzione e sprechi nelle Forze Armate, ma quello che sicuramente non sarà passato inosservato ai telespettatori è che il ministro della difesa, l’onorevole Ignazio La Russa, invece di dare spiegazioni e di dichiarare quello che avrebbe fatto per porre rimedio alla situazione, tentava, come suo solito, di ribaltare la situazione con la sua urlante dialettica.
Il sottoscritto ha un altissimo rispetto per le Forze Armate che si rispettino, però, come quasi tutti quelli della mia generazione e le generazioni precedenti, ho fatto la naia, cioè il servizio di leva... Ricordo un caro amico che, in commissione, beccò un maresciallo dei Carabinieri a rubare in mensa, lui fu eletto rappresentante sindacale ma il furto del Maresciallo finì insabbiato.
Io stesso, finito il servizio di leva scrissi a una stazione di Carabinieri per denunciare come in un’altra mensa funzionasse la sottrazione metodica e continuata di viveri da parte dei sottufficiali... Ovviamente la mia lettera non ha ricevuto risposta... Sinceramente speravo, quale fervente sostenitore delle Forze Armate professioniste, che la corruzione fosse sradicata da quelle che devono essere la punta di diamante dello Stato: i militari che, come primi difensori della Patria, devono essere ligi e perfetti. Purtroppo i casi di corruzione, maleducazione, doppio lavoro di cui ho sentito sono tanti, farne elenchi non credo abbia una utilità ma mi spiace perché nelle Forze Armate e nelle Forze dell’Ordine c’è ancora molta gente onesta, che ci crede e che mette a rischio la propria vita per bene del Paese, per la Patria, la “comunità ” se preferite, ed è per la loro dignità che i ladri in divisa vanno cacciati, non è possibile che l’infamia generata dai disonesti continui a ricadere su chi così non è, a causa di un distorto senso del... del... che cosa? quando chi è a conoscenza di fatti tace, è omertà , complicità e disonestà . I politici possono sbraitare quanto vogliono... ma dalla sovietica memoria emerge Nikita Krusciov che sbatteva addirittura una scarpa sul banco delle Nazioni Unite... forse per la Russia ci vorrebbe un anfibio... ma avrebbe ancora la suola di cartone...
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