Roma " A seguito dello sciopero indetto dai giornalisti venerdì scorso contro il ddl sulle intercettazioni, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dato alla protesta una prospettiva tutta sua, sostenendo che la libertà di stampa non è un diritto assoluto. Non si è fatta attendere la dura replica di Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, che ha dichiarato: “Quando c’è di mezzo il premier, al peggio non c’è mai fine. Siamo ormai abituati a esternazioni che, seppure io abbia registrato quasi sempre come goliardiche, in un Paese normale, in ogni caso, avrebbero fatto ritirare a vita privatissima, nel senso letterale del termine, il caro Silvio. Sono indignato di fronte a una dichiarazione di questo tipo. Probabilmente il premier ha una visione contorta, altamente soggettiva e interpretativa del significato di democrazia, ma ora è veramente troppo. Capisco che i suoi trascorsi pidduisti abbiano potuto forgiare una forma mentis orientata verso il controllo dell’informazione da parte del potere politico, ma per fortuna il piano di rinascita di Licio Gelli era eversivo ed è stato sventato. Il nostro Presidente del Consiglio dovrebbe imparare che nelle democrazie vere è la stampa che controlla l’operato della politica, non viceversa. Non resta che confidare in una parte del Pdl nata in contesti istituzionali certamente più sani e meno asservita agli ordini del Sovrano; ma soprattutto auspico il risveglio di un’opposizione dormiente che sappia mobilitare e canalizzare tutte le forze democratiche della società civile per porre termine alla dittatura mediatica e allo strapotere condito da pericolose venature di onnipotenza di un personaggio che da ormai un ventennio inganna gli italiani e ammansisce gli avversari politici con promesse menzognere che poi, nei fatti, finisce per smentire inesorabilmente, assumendo, al contrario, provvedimenti deleteri per la maggioranza dei cittadini con l’alibi ossessivo della ’magistratura politicizzatà. La scusa gli è spesso servita per traslare l’attenzione su provvedimenti ad personam che salvassero sè stesso e i suoi sodali, che nel tempo hanno incassato fior di condanne penali, ma è ora che i cittadini si sveglino e noi dell’Italia dei Diritti ci stiamo già organizzando per dare il nostro contributo. Visti i numeri che cominciano a prendere corpo tra i nostri sostenitori " spiega De Pierro " potremmo risultare decisivi a quelle forze politiche che si impegneranno a lottare per ristabilire i concetti cardine della democrazia nella nostra nazione ormai sottoposta a ogni genere di sopruso alienante. Tengo a ribadire che il nostro sostegno sarà esterno, com’è nei principi che hanno mosso la nascita del nostro movimento extraparlamentare, ma non escludiamo la presenza di alcuni nostri rappresentanti nelle competizioni elettorali, seppur candidati come indipendenti nelle liste che più si avvicinano alla nostra linea politica soddisfacendo le nostre peculiari esigenze in termini di democrazia, giustizia e legalità ”.
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