Milano: Roberto Saviano ha spiegato a “Vieni via con me“ che al Nord le mafie interloquiscono con la Lega e quando leggiamo di un blitz che ha portato all’arresto di 50 “persone“ affiliate alle organizzazioni criminali non bisogna impressionarsi, “non è quello che conta“. No, non è l’arresto di cinquanta criminali della camorra o della ’Ndrangheta o della mafia ad avere davvero importanza. L’importante è che ciascuno “faccia bene il proprio lavoro“, perché quello che le organizzazioni “temono di più è l’agire da uomini, il non piegarsi“.
Saviano ha detto altro, e questo è stato ampiamente ripreso. Ha puntato l’indice contro il Carroccio. Ma si è ben guardato dal ricordare che i successi di questo governo contro le mafie, in particolare dei ministri dell’Interno e della Giustizia, non hanno eguali nei governi passati. E che forse Maroni è stato il miglior titolare del Viminale degli ultimi decenni. E che se “Gomorra“ può essere considerato oggi un romanzo storico lo si deve proprio ai blitz che non contano nulla, alle retate che poco importano, che hanno però decimato e sgominato i Casalesi, il clan di cui Saviano parla nel suo bestseller. Non passa giorno senza un arresto, un’azione, un blitz. Anche oggi, a Milano, una retata con 150 arresti contro il traffico internazionale di droga. Dietro ogni operazione c’è un lavoro duro, “ben fatto“, di carabinieri, polizia, finanza, magistrati, informatori e infiltrati. E governo. Ma questo ovviamente non merita neppure una parentesi nella “orazione civile“ di Saviano. Nè merita una sola citazione l’impegno con il quale le istituzioni sono riuscite, grazie a precise scelte legislative, a sequestrare beni di mafiosi per un valore di oltre 13 miliardi di euro.
Come ha detto il Presidente Berlusconi il giorno dell’arresto del boss Cesare Pagano (uno “che poco importa“), nessun governo nella storia della Repubblica “ha fatto così tanto come noi“. Nella lista di 30 superlatitanti, ossia la lista dei ricercati più pericolosi affiliati alle organizzazioni criminali, ne rimane uno solo che ancora non si trova e non è stato catturato.
L’obiettivo “latitanti zero“, che sembrava impossibile, è stato di fatto centrato. In silenzio, con il lavoro ben fatto, con la concordia delle istituzioni. Lontano dai clamori televisivi. Senza bisogno di “orazioni“. E a proposito di ’Ndrangheta, visto che soprattutto di ’Ndrangheta ha parlato ieri Saviano, probabilmente non contano neppure i 300 arresti recenti e la cattura del “capo dei capi“ Oppedisano in un blitz di tremila tra carabinieri e poliziotti, e la “decostruzione“ del sistema di potere criminale reggino tra Calabria e Lombardia. Che era il tema di Vieni via con me ieri. “Noi " ha dichiarato Maroni " abbiamo stabilito la ’tracciabilità ’ degli appalti per l’Expo milanese e la ricostruzione in Abruzzo: il percorso di ogni euro sarà seguito passo passo, fino ai subappalti, ai fornitori“. Ma chi ha ascoltato Saviano ha avuto tutta un’altra percezione. Visto che al Nord “la mafia interloquisce con la Lega“. E Maroni è leghista. Proprio un bel servizio pubblico”¦
Vediamo adesso come risponderanno gli autori di “Vieni via con me“ alla richiesta di contraddittorio e replica avanzata dal Ministro dell’Interno.
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