Una importante svolta per il Brasile l’elezione di Jair Messias Bolsonaro, eletto il 28 ottobre 2018 per il Partito Social Liberal, col 55,13% dei voti validi, quale 38° presidente della Repubblica Federale del Brasile, che entrerà formalmente in carica il 1 gennaio 2019. Bolsonaro, di origine italiana, è capitano della riserva dell’Esercito Brasiliano ed è membro della Camera dei Deputati del Brasile dal 1991; due anni dopo la sua elezione fece una importante dichiarazione alla Camera bassa del Congresso nazionale del Brasile che mise in luce la sua posizione politica, dichiarandosi "estimatore del passato regime militare in Brasile (1964-1979) e aggiunse che la democrazia non era in grado di risolvere i gravi problemi che affliggevano il paese". Il vento di destra aleggia già su molti Paesi sudamericani che recentemente hanno votato per un rinnovamento di sostanza contro la corruzione, portandosi a destra, con l’obbiettivo di tornare a essere società serie e che contano nel mondo; potenzialità e risorse ci sono. Bolsonaro si ripromette di spazzare via la corruzione, politica e civile, e la delinquenza dilagante. Eletto anche il generale Antônio Hamilton Martins Mourão alla carica di vice-presidente; nel dicembre 2017, per aver dichiarato che l'esercito dovrebbe garantire l'ordine pubblico nel paese, fu rimosso dal suo incarico. Il Partito Social Liberal è anche il primo partito politico con rappresentanza al Congresso nazionale, dai tempi del colpo di stato che ha instaurato la repubblica nel 1889, ad avere tra i suoi membri molti sostenitori della monarchia, guidati dal principe brasiliano D. Luiz Philippe de Orléans e Bragança, a sua volta eletto alle elezioni brasiliane del 7 ottobre 2018, alla carica di deputato federale per lo Stato di São Paulo, con 118.457 voti di preferenza. Un ritorno importante quello di un membro della Famiglia Imperiale brasiliana sulla scena politica nazionale a distanza di 129 anni dal colpo di Stato che rovesciò la monarchia come ritorsione per la legge del 1888 sull'abolizione della schiavitù, firmata dalla principessa Isabel, figlia dell'ultimo imperatore, D. Pietro II, e dell'imperatrice di origine italiana, D. Teresa Cristina di Borbone delle Due Sicilie.
Matteo Cornelius Sullivan
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