I dati sull’andamento degli occupati nelle grandi imprese sono una ulteriore conferma delle difficoltà nelle quali versa la nostra economia, che rischia di passare da una fase di stagnazione ad una di recessione: questo il commento del Centro Studi Confcommercio ai dati diffusi dall’Istat. D’altra parte l’allontanarsi della ripresa mondiale, attesa ormai nella seconda parte del prossimo anno non può non avere riflessi su di un sistema come quello italiano fortemente dipendente dagli andamenti internazionali e nel quale non sono state attivate concrete misure anticicliche a sostegno della domanda interna per consumi.
Secondo il clima di fiducia delle imprese rilevato ad ottobre dall’ISAE anche il quarto trimestre sembra essersi aperto con dinamiche produttive certamente non incoraggianti, che potrebbero indicare il proseguimento della fase negativa e che si ripercuotono anche sulla finanza pubblica, come confermano i dati relativi al fabbisogno che, nonostante gli interventi sulla spesa, continua a risultare significativamente più elevato rispetto al 2001.
Inoltre tale situazione rischia di peggiorare anche in considerazione del forte aumento del ricorso alla cassa integrazione e delle spese che dovranno essere sostenute per fronteggiare le recenti situazioni di crisi ambientale.
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