Domani e dopodomani, all’Università Bocconi, dieci gruppi di studiosi di tutto il mondo presenteranno a un congresso scientifico non più articoli, ma filmati accademici. Accadrà al convegno annuale dell’Eacr (European association for consumer research).
Il film festival, che si terrà nell’aula N01 del Velodromo Bocconi di piazza Sraffa 13 a partire dalle 8,30, scorrerà parallelamente a un convegno che prevede la presentazione di decine di paper internazionali.
“Il consumer behavior è una disciplina alla quale si applicano metodologie qualitative mutuate dall’antropologia e dall’etnografia”, spiega Stefania Borghini, la docente Bocconi che si è occupata dell’organizzazione dell’evento. “Dal 2000, grazie allo stimolo di Russell Belk della University of Utah e di Robert Kozinets attualmente alla York University, si sono cominciati ad accettare filmati scientifici ai congressi americani, con la stessa dignità degli articoli”.
L’esperimento è stato condotto una sola altra volta in Europa, e mai in Italia.
La creazione di un filmato scientifico si differenzia chiaramente dalla produzione di fiction, ma anche dal genere documentaristico che ha raggiunto le sale cinematografiche negli ultimi anni. La prima fase consiste nelle riprese. “In un’occasione per nove minuti di film abbiamo girato 40 ore”, calcola Borghini. Segue la puntuale trascrizione dei contenuti (più di 400 pagine, in quel caso). La terza fase, quella scientificamente più delicata, consiste nella scelta dei dati più importanti e significativi. Si deve, cioè, decidere che cosa dire, tenendo presente che la finalità prima non è la qualità cinematografica, ma il progresso scientifico. Si procede, poi, alla sceneggiatura, l’individuazione dei clip, il montaggio e la sovrapposizione di eventuali effetti.
“Per fare un lavoro scientificamente fondato servono alcune attenzioni particolari”, spiega Borghini, “come il fatto di mostrare sempre il contesto dell’intervista, ma il fulcro di tutto è la scelta del contenuto scientifico che meglio si presta a essere spiegato attraverso le immagini e le voci. Il modo in cui combini le testimonianze, la voce narrante e i sottotitoli costituisce il tuo contributo, senza bisogno di virtuosismi”.
I dieci film che saranno presentati alla Bocconi, tutti in inglese, hanno una durata che varia dai 16 ai 72 minuti. I temi variano dall’uso dei simboli religiosi nella moda (Bocconi e Georgetown University), al consumo di musica heavy metal (University of Australia), ai consumi dei club di tifosi di calcio (Università di Bayreuth), ai modelli di consumo degli americani in auto (Pratica, una società di comunicazione).
LEGGI il programma completo del film festival
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