Milioni di italiani, da qualche ora, sono fermi per un blocco del server Aruba, il principale provider di servizi sul web. Si tratta del più grande black-out della rete che si sia mai verificato in Italia: la causa sta in un principio di incendio che ha azionato il sistema di spegnimento dell’erogazione dell’energia. Enormi i disagi subiti da questa mattina da tutti i clienti di Aruba e il Codacons pensa ad una class action per risarcirli.
“Migliaia di cittadini e di aziende sono impossibilitati a leggere ed utilizzare la posta elettronica, e numerosi sono i siti internet andati in tilt. Si tratta - spiega il Codacons - di un danno economico enorme, soprattutto per chi lavora con la posta elettronica e per chi gestisce la propria attività attraverso il web. Un danno al momento difficile da quantificare, poiché non sono ancora noti i tempi di ripristino del servizio“. L’Associazione intende avviare quindi un’azione collettiva contro Aruba finalizzata a far ottenere agli utenti coinvolti nel guasto un risarcimento proporzionato al tempo di sospensione del servizio e ai danni economici subiti. A tal fine, chi intende partecipare alla class action può collegarsi al blog del presidente Codacons e fornire una pre-adesione illustrando i danni subiti.
Anche l’Adoc si sta mobilitando per chiedere il risarcimento dei danni. Afferma il presidente Carlo Pileri: “Da questa mattina stiamo ricevendo migliaia di chiamate e segnalazioni da parte di utenti danneggiati dal blackout dei server della società Aruba. L’Adoc ha attivato prontamente il suo pool di legali per valutare la situazione e la possibilità di un risarcimento del danno subito, non escludendo un’eventuale class action a tutela degli interessi degli utenti. I server Aruba gestiscono una grande parte del traffico web italiano e migliaia sono i consumatori e gli operatori economici che dal blocco dei server stanno subendo un danno economico notevole. Molti siti di e-commerce e servizi al pubblico sono inattivi da almeno 12 ore, causando un danno da milioni di euro. Consigliamo pertanto agli utenti interessati di inviare la documentazione, con annessa quantificazione, del danno subito alla società Aruba e all’Adoc per conoscenza.“
2011 - redattore: GA
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