VATICAN CITY - "Possa il governo iracheno risolvere i contrasti e i conflitti attraverso il dialogo e il negoziato, facendo ricorso alla forza militare solo in casi estremi": è l’auspicio del Papa nel discorso rivolto al nuovo ambasciatore della Repubblica dell’Iraq presso la Santa Sede il quale, questa mattina, ha presentato le Lettere con cui viene accreditato nell’alto incarico.
Come riporta l’edizione del quotidiano della Santa Sede, ’L’Osservatore Romano’, nel suo discorso Giovanni Paolo II ha anche ribadito la costante vicinanza al caro popolo dell’Iraq e alle molte vittime del terrorismo e della violenza.
"Prego - ha detto - affinchè siano risparmiate ulteriori sofferenze" e gli iracheni possano ricevere "l’assistenza di cui hanno bisogno dalle organizzazioni umanitarie internazionali".
Riferendosi poi al "doloroso e difficoltoso processo di transizione da un regime totalitario alla formazione di uno Stato democratico, in cui la dignità di ogni persona sia rispettata e tutti i cittadini godano di pari diritti", il Santo Padre ha incoraggiato lo sforzo del governo per rendere trasparenti e corrette le elezioni nelle quali verranno scelti "gli uomini e le donne che guideranno l’Iraq del domani". [CO]
http://www.misna.org
Ultimi Articoli
Codici di Stile, Triennale Milano introduce la nuova uniform identity
Monopattini, Rc obbligatoria dal 16 luglio: cosa cambia davvero per chi circola in Italia e FAQ
Tentato strangolamento di due bambini a Brescia, La Russa: «Fatto gravissimo, bene la revoca del permesso di soggiorno»
M5 verso Monza, via libera agli atti: si apre la fase operativa
Gli 80 anni del Piccolo Teatro: da Brecht ad Arlecchino, una stagione di festeggiamenti per Milano
Patto per la Lettura, anche Sondrio tra i 61 firmatari dell’accordo regionale
Mostra ‘La mia Lombardia’, Ornella Piluso espone a Palazzo Lombardia fino al 3 luglio
Milano chiude OB-ESITI: 450 bambini nelle scuole infanzia coinvolti in 148 laboratori su cibo sano e movimento
Lombardia lancia il primo Patto per la lettura: coinvolti ospedali, carceri e Rsa