Roberto Malini e Steed Gamero hanno dedicato una serie di fotografie d’arte ai sopravvissuti all’Olocausto, fissando con l’obiettivo i ricordi, i lineamenti, i segni, le tracce delle vittime e degli eroi. Le immagini - raccolte nella mostra “Capelli d’oro e di cenere. Donne nella Shoah” - colgono volti e oggetti di un mondo la cui ombra infinira del dolore è ancora raggiunta da luci di speranza e rinascita. Il lavoro degli artisti è testimonianza che si fa carico dell’eredità dei martiri per trasmetterne, attraverso l’arte, la memoria.
Capelli d'oro e di cenere
Pitigliano (GR), dal 28 ottobre al 9 novembre 2006
Una mostra di grande valore storico e artistico al Pitifest 2006 (Festival di Cinema e Cultura Ebraica. Dal 28 ottobre al 9 novembre a Pitigliano, provincia di Grosseto). Nell’à mbito della rassegna di cinema e cultura "La donna ebrea tra modernità e tradizione" si inserisce la mostra delle fotografie di Roberto Malini e Steed Gamero: ventiquattro straordinarie immagini di donne dell’Olocausto. Prefazione di Avner Shalev, Presidente del Comitato direttivo del museo Yad Vashem di Gerusalemme.
Coloro che sono scampati allo sterminio non amano, in genere, posare davanti alla macchina fotografica. L’opera di Malini e Gamero, però, è affine alla loro: recuperare il miracolo della memoria per consegnarla all’umanità . Le fotografie, che mostrano i volti di Goti Bauer, Antonia Bezzecchi, Halina Birenbaum, Ruth Bondi, Tatiana Bucci, Tamara Deuel, Leah Gitter, Lilly Ofek Kettner, Alice Offenbacher, Manzi Ohnhaus, Hanneli Pick-Goslar, Miriam Pinkhof, Liliana Segre, Ruth Steindler Pardo, Elisheva Zimet - donne sopravvissute alla persecuzione, ai ghetti e ai campi di morte - sono patrimonio dell’uomo di domani.
Nelle foto Antonia Bezzecchi, donna Rom sopravvissuta al Porrajmos (Olocausto, nella lingua dei nomadi).
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