La "Pietà " di Viterbo, opera di Sebastiano Luciani detto 'del Piombo' e di Michelangelo Buonarroti, esposta nel Museo civico, è un grande capolavoro realizzato a quatto mani tra 1512 e 1516. A questa opera, la casa editrice Electa dedica il volume a cura del giovane storico dell’arte Andrea Alessi che propone un punto di vista nuovo sull’argomento. Alessi ha infatti individuato come lo sfondo della pala, dipinta su incarico di Giovanni Botonti per la chiesa di San Francesco alla Rocca, sia reale e corrisponda alla zona detta 'il Bulicamè, oggi sede delle terme viterbesi.
Nel volume, Alessi affronta anche il tema del rapporto tra Sebastiano e Michelangelo Buonarroti. I due argomenti (il rapporto tra i due artisti e l’ambientazione dell’opera) vengono filtrati attraverso l’interpretazione fornita dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, ma l’autore raccoglie anche le testimonianze di antichi restauri e si sofferma sulle figure del Cristo e della Madonna: il primo privo di stigmate sul costato, la seconda dolente e di età matura.
La Pietà di Sebastiano, eseguita nel momento dell’acuta tensione tra curia romana e dottrina agostiniana, affronta, in termini figurativi oscuri e tormentosi, il tema michelangiolesco della Vittoria e della Sconfitta: il Cristo non ha nulla a che fare con la figura del Redentore vittorioso sulla morte formulata da Michelangelo nella Pietà di San Pietro, l’ingresso degli Inferi, retrostante alle figure, proietta una sinistra e inquietante luce su un Cristo che non appare disceso dalla Croce ma è invece esposto al rischio del tormento e della notte.
Eugenio Armando Dondero
Portavoce
Coordinamento Monarchico Italiano
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