Roma, CULTURA - Ma cosa c'è dietro quei disegni?
La risposta è semplice: pochi nomi affermati e un esercito di precari. Sono oltre 10 mila, infatti, in Italia, i professionisti del fumetto. Disegnatori e bozzettisti legati alla produzione tradizionale, ma con un occhio al miraggio delle animazioni cinematografiche. Impegnati in numerose attivita', dal cinema all’editoria, dalla pubblicita' all’illustrazione, ma senza nessuna tutela, copertura previdenziale nè parametri per le retribuzioni. Per dare voce a questi lavoratori, è nato, all’interno della Cgil, il Silf, Sindacato italiano lavoratori del fumetto. Unica esperienza del genere in tutta Europa. E non ha perso tempo.È gia' pronta, infatti, una proposta di legge per estendere a questa categoria la tutela del diritto d'autore.
Secondo la normativa in vigore, il disegnatore (quando collabora semplicemente a produzioni seriali) rimane l’unica figura esclusa dallo sfruttamento economico della propria opera. Nel Belpaese anche il recepimento della direttiva comunitaria sul diritto d'autore non ha coinvolto i disegnatori. La proposta del Silf mira a colmare tale lacuna, mirando a una 'cordata' di regole certe per tutto il settore.Quando Giancarlo Goria, fondatore del Silf, andao' da Sergio Cofferati a proporgli un sindacato per i disegnatori, l’allora leader della Cgil trovo' subito l’idea interessante.
Non tanto per la sua nota passione per i fumetti, in particolare Tex Willer,
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