Com’è stata la mobilità degli individui nell’ultima glaciazione nell’Italia del Sud? Uno studio appena pubblicato su Nature Ecology & Evolution prova a ricostruirla. A firmarlo, ricercatori di diverse università italiane (Parma, Bologna, Modena, Siena e Milano), europee (Leipzig e Aarhus) e nordamericane (Simon Fraser University, Canada, e Columbia University, USA): tra questi Paola Iacumin, docente di Geochimica e vulcanologia all’Università di Parma.
All’Università di Parma (al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale) c’è infatti uno dei pochi laboratori di isotopi stabili di elementi leggeri presenti in Italia, dove sono state eseguite le analisi sugli isotopi stabili di carbonio e azoto. La prof.ssa Iacumin ne è la responsabile scientifica.
Comprendere le ragioni che stanno alla base delle strategie di mobilità delle popolazioni umane e le abitudini alimentariè da sempre una sfida importante negli studi di paleoantropologia: gli isotopi stabili di alcuni elementi (in particolare carbonio, azoto e stronzio) possono essere misurati su resti scheletrici e utilizzati per questo fine.
Nello studio pubblicato su Nature Ecology & Evolution sono stati analizzati due gruppi di individui appartenenti a due diversi periodi del Paleolitico, l’uno del Gravettiano iniziale (circa 33-31 mila anni fa), l’altro all’Epigravettiano finale (circa 20-18 mila anni fa), ambedue provenienti dalla Grotta Paglicci (Rignano Garganico, Puglia, Italia meridionale). In questa grotta sono stati ritrovati più di 140 resti di uomini vissuti nel periodo più freddo dell’ultima glaciazione (circa 20.000 anni fa). I risultati ottenuti hanno indicato due diverse strategie di spostamento e approvvigionamento del cibo e una sostituzione della popolazione durante l'Epigravettiano. Questa ipotesi concorda con i dati genetici e con il probabile cambiamento nelle strategie di caccia, come testimoniano le industrie litiche e ossee. Infine, è ipotizzato che il miglioramento globale del clima potrebbe aver facilitato l'arrivo di nuovi gruppi di persone dal Nord o dall'Est, spinte dal miglioramento generale dell'ambiente e dall'apertura di nuovi corridoi migratori.
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