Ian Rosenberg è uno dei tanti sfortunati al mondo che per anni devono combattere con i problemi di cardiopatia.
l’anno scorso, dopo che le sue gambe stavano per cedere e dopo che i medici gli avevano pronosticato qualche mese di vita, si è deciso ed è partito alla volta della Germania per sottoporsi ad un'operazione sperimentale con le cellule staminali.
Rosenberg, ora 61enne, spiega che la sua vita è stata sempre influenzata dalle potenzialita' del suo cuore: "Ebbi il mio primo attacco a 30 anni, da allora è stata una battaglia continua. A causa del mio lavoro viaggiavo continuamente da una fabbrica all’altra per tutta la Gran Bretagna, ma più passava il tempo e più diventava incredibilmente faticoso. All’inizio degli anni '90 fui sottoposto al mio primo intervento, ma i dieci anni successivi non dettero segni di miglioramento. Poi, nel 2003, fui ricoverato per 12 volte consecutive, e fu allora che decisi di andare altrove".
Il suo medico gli spiego' che c'erano poche possibilita' di guarigione completa, vista la recidivita' del suo caso; ma gli suggeri' ugualmente di provare con le staminali nell’ospedale di Francoforte. "È stato quasi un miracolo. Per due anni quasi non potevo camminare, scendevo da letto e non riuscivo nemmeno a scendere dalle scale. Ora, sotto allenamento, riesco anche a correre. Non è stata una cosa immediata, ci è voluto del tempo, ma ora sono un uomo nuovo".
Una volta tornato in Gran Bretagna, Rosenberg ha deciso di fare qualcosa di attivo e concreto per promuovere una cura potenzialmente benefica per milioni di persone. Ha quindi dato vita ad un'associazione no-profit, la Hearth Cell Foundation, con lo scopo di raccogliere 6 milioni di sterline per finanziare e promuovere la ricerca. Ad oggi la somma raccolta equivale a 20.000 sterline.
Secondo il dott. Anthony Martur, cardiologo del London NHS Trust l’iniziativa di Rosenberg è una fra le più lodevoli: occorre ricerca perché non tutti i pazienti reagiscono allo stesso modo dopo vari trattamenti, specie quelli cronici. Inoltre si dovranno stabilire dei parametri dal momento che il trapianto di staminali prevede reazioni diverse in base alla costituzione, la forza e la resistenza dell’organismo. Piu' di 650.000 persone nella sola Gran Bretagna soffrono di cardiopatie, la maggior parte di essi fa parte delle liste di attesa per i trapianti. Soluzioni alternative: rare.
"All’inizio l’idea di una fondazione mi rendeva frustrato", conclude Rosenberg. "Il nostro Governo ha approvato la ricerca sulle staminali, e dovrebbe finanziarla senza che i privati cittadini lo incitino a farlo. Invece, al ritorno dalla Germania, mi sono sentito in dovere di fare qualcosa che la politica non stava volutamente facendo: raccogliere soldi e professionisti per permettere a delle persone di essere salvate".
Cinzia Colosimo
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