Non se ne può più di sentir parlare sempre e solo della verità e della sua ineffabile perfezione !!
Tutti inseguono, da secoli, la VERItà, tutti la cercano a prezzo di incredibili sacrifici... Eppure, la verità, in qualunque contesto e nel migliore dei casi, fa male!Sempre! Da tempo immemorabile, ogni essere umano si è prefisso il nobile scopo di raggiungere questa “mai vista Signora“, non ha mai provato seriamente a raggiungere la felicità, la ricchezza, la gioia, ma la verità.. Per farne cosa?
E, quale verità, la mia, la tua, quella su Dio, sulla Natura, sull’Essere, sulla politica, sulla religione, sul vicino di casa, sul significato di un’opera d’arte ?
La verità si nasconde dappertutto e tutti, ad un certo punto, proclamano la loro verità e spesso questa fa spargere sangue innocente !
Questa incessante e, a mio parere, inutile ricerca produce discussioni interminabili, odi, separazioni...
E, poi, ammesso che la si trovi, o si creda d’averla trovata, quanto è difficile spiegarla ... Io amo la bugia, la bugia lieve, la dolce bugia ... La bugia che consola, che nasconde o corregge le pecche di ognuno di noi, i difetti, le brutture ; la bugia che rimodella la realtà che dispiace, che cela il dolore o lo presenta nel modo meno invasivo... La bugia che protegge, che fa discutere, ma non divide, bensì tenta di riunire, di calmare, di risolvere.. Eppure, provate a definirvi bugiardi e vedrete che coro di insulti, proteste o sorrisini ironici vi faranno eco. perché nessuno ha mai intuito il potere pacificatore della bugia, il suo voler aggiustare ciò che non va, accontentare, placare gli animi?
La bugia, è vero, deforma, spesso, la realtà, ma a fin di bene, la verità la mostra in tutta la sua crudeltà!Se imparassimo ad usare correttamente la bugie quante piccoli e grandi eventi potrebbero essere vissuti in modo più costruttivo e divertente.. Se rimodellassimo una circostanza di vita a nostro piacimento, se pensassimo ad una faccenda in una prospetiva più aderente ai nostri desideri non saremmo più felici?
E, se è vero, che la nostra mente, come da più autorevoli fonti viene spiegato, non distingue un fatto reale da uno immaginario e vive entrambe la circostanze alla stessa maniera e con le stesse emozioni, non è più sensato cominciare a “prenderci in giro“ e a riscriverci la nostra storia e la nostra verità?
Neville Goddard narra la parabola dell’ingiusto maggiordomo ( LA FACOLtà CREATIVA DELL’IMMAGINAZIONE, pg 38 e sgg. ) per chiarire come un accadimento reale rivissuto nella nostra immaginazione e dunque nella nostra vita, possa cambiare, adattarsi al nostro sentire, ai nostri desideri se“giustamente“ falsificato. E, quindi qualunque evento negativo si può trasformare, grazie ad una menzogna!!
Una vicenda sgradevole può diventare in un’esperienza aderente ai nostri bisogni se impariamo ad usare la nostra fantasia per cambiare il brutto di una cosa in bello...
E’ proprio tanto difficile fare questo tentativo ?
Dimenticare per un istante la tirannia della verità e provare a mentirci, a mentire?
Se questo può essere il modo per addomesticare una nostra esperienza di vita e sgravarla dal dolore che comporta perché non farlo?
Che c’è di male nel perseguire la felicità anche a costo di una bugia?
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