CITTA' DEL VATICANO. Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha recentemente lanciato un appello per l’eliminazione dei residuati bellici esplosivi nei paesi che sono stati teatro di conflitti. -
Un Comunicato del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace rende noto che il Cardinale Martino ha ricevuto, il 18 ottobre scorso,- la Signora Heidi Kuhn, fondatrice dell’organizzazione internazionale "Roots of Peace", con sede principale negli Stati Uniti, impegnata nella rimozione dei residuati bellici nei paesi segnati dal conflitto e nella loro sostituzione con vigne. -
Nel Comunicato si legge inoltre che: "Ogni 30 minuti una persona è uccisa o menomata da residuati bellici esplosivi (RBE) nei paesi teatro di conflitto. Ogni anno 20.000 civili restano uccisi o feriti a causa dell’esplosione di mine o munizioni a grappolo. Questo crudele tipo di ordigno non discrimina tra popolazione civile e combattenti, è ideato per infliggere la massima sofferenza e non sempre per uccidere". -
"I residuati bellici esplosivi" - prosegue il Comunicato - "danneggiano l’economia dei paesi teatro di conflitto.
A causa di questi si prolunga la paura tra la popolazione civile, e spesso si accentua la dipendenza dagli aiuti della comunità internazionale. Secondo stime impiantare una mina costa 3 dollari, mentre la rimozione costa 1000 dollari. Ci sono circa 70 milioni di mine nelle aree di circa 70 paesi nel mondo". -
Il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha ribadito la necessità che la Chiesa rafforzi "il proprio impegno, particolarmente a livello locale, per liberare il mondo dal pericolo delle mine, che causano tanta sofferenza e morte nei paesi che cercano di ristabilire un ordine di giustizia e pace dopo le atrocità di un conflitto".CON-IP/ORDIGNI/MARTINO
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