I leader e i fautori della libertà religiosa della Chiesa avventista del 7° giorno, in Brasile, affermano che lapprovazione, in questo mese, della Carta brasiliana sulla liberà religiosa aiuta a rafforzare la libertà di credo già stabilita dalla Costituzione del paese e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Il documento è stato presentato, il 10 novembre, dallAssociazione Brasiliana di Libertà Religiosa e Cittadinanza (Ablirc), un partner dellAssociazione Internazionale della Libertà Religiosa (Irla), con il proposito di portare lattenzione sulla difesa legale delle libertà civili e dei diritti umani. "San Paulo, con i suoi 18 milioni di abitanti, è la città più grande del Brasile e una delle città più influenti”, ha affermato John Graz, segretario generale dellIrla, il quale si aspetta, insieme con gli altri fautori, che anche le altre città seguano questo esempio accettando la Carta. "I brasiliani sono privilegiati perché hanno la libertà, ma hanno anche la responsabilità di mantenere i temi della libertà religiosa alla ribalta delle discussioni internazionali. Se una nazione dimentica le sue libertà, può facilmente perderle”, ha concluso Graz. Aldir Soriano, avvocato specializzato in libertà religiosa, che nel 2006 iniziò a scrivere la bozza della Carta, ha affermato che poiché alcuni paesi formalmente liberi stanno attualmente limitando le libertà religiose, le nazioni che le mantengono devono fare attenzione a non ridurre il loro appoggio. Il Brasile, pur essendo a maggioranza cattolica, è classificato nella categoria 1 nel Rapporto avventista sulla libertà religiosa, cioè tra i paesi che riconoscono ampie libertà a tutte le comunità religiose. Nel paese vivono 1,4 milioni di avventisti.
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