Milano: In Italia una donna guadagna, in media, tra il 22,8% (retribuzione annua lorda) e il 25,2% (retribuzione globale annua) meno di un uomo. Ma se, anzichè dividere il monte retribuzione delle donne per il numero di donne che lavorano e fare altrettanto con gli uomini, confrontiamo gli stipendi dei due sessi a parità di incarico, anzianità e azienda, la differenza si riduce al 3%.
Arriva a questa conclusione, grazie all’utilizzo di una metodologia sofisticata come quella basata sulla valutazione della complessità degli incarichi, una ricerca triennale conclusa in questi giorni dall’Osservatorio sul diversity management della Sda Bocconi e da HayGroup su 31.882 lavoratori di 97 aziende (Ridurre il gender pay gap, di Simona Cuomo, Barbara Imperatori e Ubaldo Macchitella di Sda Bocconi e Elena Maringelli e Michele Stasi di HayGroup).
Tra il 2005 e il 2008 la percentuale di donne tra i lavoratori italiani è aumentata dal 26% al 30%, portando la femminilizzazione del mercato italiano al di sopra di quella tedesca (27%), ma ancora lontana da quelle spagnola (38%), francese (42%) e belga (45%). Le donne sul totale dei dirigenti in Italia sono il 13%, il dato migliore tra quelli dei paesi analizzati, mentre è ancora sotto la media la percentuale di donne tra i quadri (23%) e gli impiegati (37%).
La differenza tra retribuzione annua lorda maschile e femminile, vicina al 23%, non fa sfigurare l’Italia. Se fa meglio la Germania (20%), soffrono di una diseguaglianza maggiore Spagna (27%), Belgio (29%) e soprattutto Francia (42%).
Le differenze si riducono a termini più ragionevoli se l’analisi viene condotta a parità di complessità della posizione, anzianità aziendale, dimensione e area professionale. La differenza media si riduce, in questo caso, al 3% ed è minore per l’inquadramento impiegatizio e maggiore per quello dirigenziale e, soprattutto, per i quadri.
Quasi tutti i dati raccolti per l’Italia mostrano un trend positivo tra il 2005 e il 2008, a testimonianza di un’apertura del mercato del lavoro alle donne ancora relativamente recente e di una situazione ancora in evoluzione.
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