Sono ancora oltre tre milioni gli afgani che vivono in Pakistan dall’invasione sovietica nel 1979. Lo sostiene un’indagine eseguita dalla ’Pakistan Census Organisation’ su incarico del governo di Islamabad, con la supervisione dell’Acnur (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati).
Nella ricerca, che rappresenta il primo censimento complessivo di afgani in Pakistan, si specifica che i profughi sono concentrati nelle due province al confine con l’Afghanistan: oltre 1,8 milioni nella Provincia della frontiera di nordovest e circa 780.000 in Baluchistan, mentre gli altri si sono trasferiti in diverse parti del Paese. I dati verranno in seguito elaborati per ottenere maggiori informazioni sulle dimensioni delle famiglie, gli indirizzi di residenza e altre nozioni utili. "Queste cifre si dimostreranno di estrema importanza quando il governo del Pakistan e l’Acnur discuteranno come gestire la popolazione afgana" ha detto Guenet Guebre-Christos, rappresentante dell’Alto commissariato per i rifugiati.
L’esecutivo di Islamabad e l’Acnur riconoscono che gli afgani fuggiti dal proprio Paese dal 1979 sono rifugiati ’de facto’ perché scapparono da conflitti e persecuzioni, ma tecnicamente non sono mai stati registrati in via ufficiale come tali. Dal 2002, dopo la caduta del regime talebano, circa 2,3 milioni di rifugiati sono stati rimpatriati in modo volontario in Afghanistan e l’Acnur stima che entro quest’anno ne torneranno a casa altri 400.000. [LM]
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