Milano - Comando Provinciale di Milano - L’importazione e la distribuzione di prodotti alimentari provenienti da Paesi extra UE e destinati alla ristorazione c.d. “etnica“ costituisce un settore costantemente vigilato dai Carabinieri dei NAS, che nel corso del 2012 hanno effettuato quasi 2mila controlli ad attività di deposito, ristorazione e vendita, rilevando irregolarità in oltre 950 controlli, segnalando alle Autorità Giudiziarie, Amministrative e Sanitarie 975 persone e sequestrando quasi 60 tonnellate di alimenti e 43 strutture, per un valore di oltre 16 milioni di euro.
In tale ambito, recentemente il NAS di Milano ha individuato un’azienda che importa dall’Asia e distribuisce prodotti alimentari anche con etichettatura contraffatta. L’operazione nasce della chiusura di un’azienda del settore che, nell’ambito delle procedure di fallimento, aveva commercializzato gli alimenti rimasti invenduti ad un’altra azienda. Per verificare la salubrità delle derrate, i militari del NAS si sono recati presso la ditta acquirente, sita nell’hinterland milanese dove, nel corso dell’ispezione, sorprendevano alcuni dipendenti nell’atto di rimuovere le etichette apposte su confezioni di conserve vegetali di ortaggi vari di provenienza cinese, e sostituirle con altre che riportavano una scadenza diversa da quella originale. L’immediato intervento dei Carabinieri ha permesso di bloccare l’attività illecita e di accertare che tali prodotti venivano rietichettati con un termine di conservazione prorogato di oltre 1 anno. Tale procedura, volta a frodare il consumatore, veniva effettuata senza verificare la salubrità dei prodotti alimentari destinati a market e ristoranti etnici di tutta Italia.
Nel corso dell’operazione i Carabinieri hanno sequestrato le circa 4.200 confezioni di conserve presenti nel magazzino, oltre a diverse centinaia di etichette adesive destinate ad essere applicate sui prodotti (in parte con la falsa scadenza già apposta) per un valore sul mercato di quasi 20mila euro. Il legale responsabile dell’azienda ed i 4 dipendenti sorpresi ad apporre le false etichette (tutti di nazionalità cinese) sono stati denunciati per frode in commercio.
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