Alberi di città
inscenano un meraviglioso autunno
incuranti della squallida periferia
che li contorna.
Cammino sul letto di foglie
ai bordi della strada;
nessun suono riecheggia.
Si sente solo il ritmico calpestìo dei passanti
nella bruma decembrina.
Come un fiore invernale
scaturisce il pensiero,
segno tangibile
dell’eterno fattore.
Il mattino
confeziona regali
di mirabolanti fantasticherie.
Poi...
scocca l’ora,
s’ode il traffico
si ricompone la scena consueta
dei via vai quotidiani
di gente intenta
ad accendere il giorno.
Il sogno
pian piano
scolora...
ROSARIO TISO
*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore
Ultimi Articoli
Gerry Scotti apre il Festival della TV di Dogliani — quindicesima edizione dal 29 al 31 maggio 2026
Triennale Milano — una settimana di performance, laboratori e incontri dal 13 al 19 aprile
NIST legge Project Hail Mary con l’occhio del laboratorio
Fausto Lama — “Giovani Bukowski” racconta una generazione tra eccesso e consapevolezza
Rosa Teruzzi premiata al Ceresio in Giallo 2026: una vita tra cronaca nera e detective “fuori dagli schemi”
Florence Road — la band irlandese che porta “Spring Forward” sui palchi del 2026
Levante — Dieci tappe live per l’estate 2026 tra arene e rassegne sotto le stelle
Ravyn Lenae pubblica due nuovi singoli — “Reputation” e “Bobby” aprono una nuova fase
Don Bronstein a Milano — lo sguardo sul jazz arriva in Triennale