Specchi d’acqua immoti
che riflettono le sfumature del sole morente;
gabbiani che si dirigono
verso un misterioso ostello,
sparsi,
stagliantisi su di un cielo madreperlaceo.
Tutto sa di antico...
L’aria, i profumi, l’atmosfera;
sembra ancora udirsi lo sferragliare dei vagoni
carichi di sale
sulle strette lingue di terra
che disegnano geometricamente l’orizzonte.
Chissà quanti passi febbrili hanno calcato
quegli esigui camminamenti,
quanti desideri
sferzati dalla calura opprimente
sono sbocciati come fiori in un deserto,
forgiati in una sorta di crogiuolo primordiale.
Adesso regna il silenzio
e solo qualche ombra
ci ricorda che siamo vivi.
ROSARIO TISO
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