Quando all’alba uscivi di casa
per andare a lavorare
e udivi quel suono quasi metallico
che il vento produce
frusciando fra le foglie primaverili,
l’intima materia del mondo si distendeva
e sembrava prossima a rivelarsi
e a fondersi con la tua.
Allora provavi un approccio alle cose
pieno di stupore.
Un vezzo che ti concedevi
nella solitudine e nel silenzio
punteggiato solo dal rumore dei tuoi passi.
Per il resto,conducevi un’esistenza severa.
Dietro un’apparenza banale
coltivavi tutti i sogni del mondo.
Sul lavoro eri serissimo,
come pure nelle relazioni.
Solo a sera...e nei giorni di festa
che accoglievi quasi con religiosità...
si addolcivano i tratti
del tuo nervoso e sofferto incedere
lungo le sponde della vita.
Era il momento della ricreazione,
della lettura,del gioco con i figli,
della famiglia,della scrittura interiore,
dell’estasi alcolica,dell’evasione leggera,
della sognante avventura venatoria.
Il cerchio della vita si chiudeva
ancora una volta
bagnato di stanchezza e di sonno.
Tuo malgrado e a tua insaputa,
volgeva al declino.
Volevi vivere su di una nuvola.
Il destino ti ha brutalmente accontentato.
Ora sei lì...a sorridere di noi.
Rosario Tiso
*Dedicata a Umberto De Mita ,prezioso figlio di Lucera(Fg)...
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