La strada che conduce “Alla Pescàr“
Un affaccio tra i rami degli alberi al luogo che vede migliaia di gente gustare un bene prezioso: l’ acqua.
Immerso nel pieno verde delle terre garganiche, circondata dal gioco di colori dei fiori compare, sotto gli occhi increduli, una strabiliante sorgente.
Quella sorgente che,tempo addietro, veniva utilizzata per togliere dalla pelle il sudore accumulato dopo giornate di lavoro.
Da lontano una mano sul fianco di una anziana donna che dolcemente cammina per non far traboccare sul proprio capo i “quartàr“ (grandi brocche), con al suo fianco, due piccole vasche utilizzate come abbeveratoi per gli animali .
Si respira ancora l’appartenenza al luogo .
Lo spreco e la contaminazione della ghiacciata acqua vengono combattuti alacremente dalla cittadina ischitellana anche se rimane ben poco per colpa degli atti di vandalismo che ha subito con il furto dei capitelli che ne ornavano il profilo.
Ascoltare il suono della sorgente è come condividere una melodia di Bach.
Seduti, sul muretto, ad immergersi nell’orchestra sinfonica composta esclusivamente dalla natura tra il cinguettio degli uccelli, il movimento degli alberi ,lo scorrere dell’acqua e il profumo dei fiori che aiuta la mente nel viaggio più lontano.....“la pace dei sensi“.
Giuseppe Pizzarelli
*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore.
* Tratto dall’opera “Ischitella“ di Giuseppe Pizzarelli
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