I tramonti accendono di rosso la grande catena del Monte Pollino che si staglia nel cielo terso ed appare, agli occhi di chi guarda, una splendida scultura; paesaggi simili, unitamente all’odore dolciastro del mosto di vino, contraddistinguono la stagione autunnale nel sud. Gli antichi Greci diedero l’appellativo di "Enotria Tellus", (terra del vino), all’Italia meridionale da loro colonizzata; è proprio in questa terra, così simile alla Grecia, che si produce uno dei migliori vini d'Italia. È secolare la tradizione della coltivazione della vite e la produzione del vino nel nostro territorio, per cui merita di essere presa in considerazione l’ipotesi di un Museo del Vino in una zona più rappresentativa dell’intero Parco del Pollino. l’ipotetica struttura dovrebbe essere divisa in più sezioni; una di queste dovrebbe raccogliere oggetti storici: brocche ed anfore vinarie, torchi ed arredi di cantine, forbici per la potatura delle viti, il tutto raccolto nelle campagne circostanti.
Con l’ausilio di questi oggetti verrebbero spiegate, attraverso rappresentazioni grafiche, le varie fasi della coltivazione della vite, della raccolta dell’uva, della pigiatura e torchiatura e le fasi di lavorazione ed invecchiamento del vino. Un'altra sezione riguarderebbe l’aspetto culturale-informatico che tratterebbe la raccolta di disegni ,dipinti e libri antichi aventi come tema principale quello bacchico. Sempre in questa sezione sarebbero utili ed interessanti le informazioni cartografiche su itinerari del vino regionali e locali; la presenza della rete internet garantirebbe al visitatore di viaggiare virtualmente in altri musei esistenti in Italia ed approfondire temi legati al vino. Il Museo sarebbe finalizzato ad un recupero della cultura contadina fatta di sacrificio ma anche di amore che avevano i nostri padri nel preparare questo "rosso nettare", piacevole al palato ma in grado, anche, di supportarli finanziariamente.
di Albina Bellizzi
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