CINA: Quanto accaduto oggi in Cina è ancora da comprendere veramente nella sua reale gravità .
L’impressione è che le cifre che circolano siano tutt’altro che definitive, vista l’area nella quale tutto è accaduto, ancora difficile da raggiungere per i danni ricevuti.
Certo è che più o meno tutta la Cina è stata colpita dal più forte terremoto della storia, della stessa intensità che colpì il paese nel 1976: 7.8 gradi della scala Richter.
Le notizie che arrivano a Shanghai sono ancora frammentarie.e anche i dispacci televisivi sembrano essere in attesa di aggiornamenti di uno scenario complessivo tutt’altro che chiaro.
Dopo l’emergenza neve di pochi mesi fa, ora la Cina sta preparandosi ad affrontare un'altra catastrofe naturale.
La dicono lunga le priorità indicate dal primo ministro cinese, Wen Jiabao, in viaggio verso il luogo del disastro: ripristinare elettricità , acqua e comunicazioni.
Il problema adesso è comprendere fino in fondo come si sono comportate le costruzioni e i grattacieli dell’area colpita sperando che rimanga isolato, lo sfortunato caso della scuola che ha intrappolato i suoi 900 studenti. Ma è ancora troppo presto per dirlo con certezza, troppo vasta l’area colpita e troppi i problemi di comunicazione affinchè le notizie arrivino tempestivamente.
Il paese ha vissuto con preoccupazione ma in maniera ordinata l’evento naturale che l’ha colpita.
In particolare a Shanghai, nonostante la distanza dall’epicentro, il terremoto è stato sentito distintamente anche se di un ordine di grandezza inferiore.
Surreale è stato il fuggi fuggi comunque ordinato da tutti i grattacieli della città e l’attesa per strada a cui si è assistito oggi. Nessuna scena di panico.
Personalmente, nel momento del terremoto, ero in prossimità del metrò. Le strutture di tutte la città non sembrano aver subito alcun danno evidente e tutto ha continuato a funzionare in maniera regolare.
Il problema adesso è capire veramente sia andata e a sentire le parole del primo ministro in viaggio verso il luogo del sisma, il paese si sta preparando al peggio e dai sui vertici sarà ancora una volta chiamato ad una “reazione” unitaria di tutte le sue strutture governative, nazionali e locali.
Speriamo però che stavolta, tali dichiarazioni, siano un comprensibile eccesso di zelo del Primo Ministro cinese e non invece un monito preparatorio ad una devastazione ancora tutta da scoprire.
Alberto Fattori
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