Questa volta non si trattava di godere delle funamboliche doti culinarie dello “chef“.
Per noi, “aficionados“ di “CASA MARINO“, era giunto il momento di mettere a frutto le acquisizioni esperienziali del “gastronauta“ Antonio Marino, nel suo incessante andirivieni fra l’Italia e la Spagna, sua attuale seconda “patria d’elezione“.
E’ nata così l’idea di una “Fiesta“ iberica e... per chi è abituato a percorrere sempre il crinale dell’eccellenza... occorreva procacciarsi il meglio della produzione gastronomica spagnola.
Come non partire perciò dal LOMO iberico de Bellota?
Il più pregiato degli insaccati ispanici... prodotto dall’intero filetto di maiale e affumicato con fumo di legno di quercia, dal gradevole aroma di ghiande e sottobosco, spiccatamente speziato e sapido... ha aperto le danze, associato ad un agrumato Grand Cru di Oger, lo champagne “blanc de blancs special“ di Jean MILAN.
I sensi... meravigliosamente carezzati da simili, inedite e fantastiche “nuances“ gustative... hanno cominciato a dispiegare le ali...
Poi è stata la volta del “probabilmente“ migliore prosciutto al mondo:lo Jamon iberico.
Una popolazione autoctona di suini cresce in libertà nei pascoli del sud-est della penisola iberica per generare questa assoluta eccellenza gastronomica mondiale.
Quel che più colpisce è l’equilibrio, il perfetto bilanciamento del sapore. Parte magra e parte grassa non sono in conflitto ed insieme producono una mirabilmente untuosa scia gustativa, ottima per accompagnare il Brunello 2003 de “La Poderina“, la nostra seconda bottiglia di vino.
Eccellente la performance del sangiovese ilcinese. Bevuto in altre circostanze, è giunto ad una trionfante maturazione, con un’eleganza ed una raffinatezza inusitate per un simile corpo costitutivo, dal colore ancora brillante, con estratti vivi e compatti, dai profumi intensi e turgidi.
Lampeggiano presagi d’estasi...
Alcuni “pecorini“ di Castiglia hanno moderato un pò la nostra esaltante cavalcata sensoriale, concedendoci... con sapori corretti e rassicuranti... una pausa anche mentale.
Nell’attesa dell’apoteosi finale...
Chi conosceva prima d’ora il “Secreto iberico“?
Mi lecco le dita della memoria al sol pensiero!
E’ stata un’autentica sorpresa!
Carne di maiale... sfrigolante sui fuochi... ci inonda di soavi profumi.
Al gusto poi risulta di una succulenza e leggerezza magiche.
Euforici, stappiamo la terza bottiglia della serata:Maurizio Zanella 2000.
Ci aspetta l’ultima portata. E’ sostanzialmente un tortino al cioccolato con un cuore caldo e liquido. Ma che prelibatezza!
Nessuno dei commensali l’ha portato.
Nessuno l’ha comprato.
Perché è opera di un angelo domestico, Valentina, la figlia di Antonio Marino. La sua leggiadrìa e la sua passione sono tutte profuse nella preparazione.
Morbidezza e dolcezza baciano la volta palatale e stemperano le intemperanze e spigolosità di un vino.. il Maurizio Zanella... nato conciato nello stile e maderizzato dal tempo.
Adesso i nostri sensi possono abbandonarsi al volo:
l’estasi è compiuta...
Rosario Tiso
*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore
Ultimi Articoli
Youth and Future a Palazzo Reale: le parole dei giovani diventano opere d’arte
Fibra ottica in provincia di Como: 145 comuni nel Piano Bul, oltre 144.000 immobili attivabili
Leone, il neonato ritrovato a Cinisello Balsamo respira senza supporto
Gaza, dalla Lombardia altri 150mila euro per acqua e assistenza agli sfollati
Milano premia i suoi protagonisti: a Palazzo Marino otto “Volti della Metropoli” che raccontano il futuro della città
Premio Volti della Metropoli: a Palazzo Marino i riconoscimenti alla VI edizione
Milano celebra i suoi protagonisti: torna il Premio “Volti della Metropoli”
Roma, talenti, Via Antamoro, vent’anni di attesa: ma chi paga il prezzo delle promesse rimaste sulla carta?
Winners Cup 2026, oltre 200 giovani pazienti oncologici in campo a Milano