Milano: “Due trans brasiliani clandestini risultano indagati dalla Polizia Locale dopo essere stati sorpresi in due appartamenti di via Ferrante Aporti, zona Centrale, a prostituirsi. Entrambi, che risultano sieropositivi e in cura presso un ospedale cittadino, ricevevano nei due locali, di circa 45 mq, circa 300 clienti ciascuno al mese per un giro di affari complessivo di 250 mila euro annui. Sono in corso accertamenti sul proprietario, un italiano di 45 anni incensurato, denunciato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e che potrebbe essere indagato anche per induzione e favoreggiamento della prostituzione. I due trans hanno dichiarato di pagare per l’affitto, in nero, l’uno 500 e l’altro 800 euro, escluse le spese per i servizi (luce, gas ecc.). Il più giovane, di 26 anni, era già stato espulso ed è rientrato prima dei dieci anni in Italia. L’altro, di 38 anni, aveva un ordine di espulsione della Questura di Rimini. Ma il pm ha negato l’arresto”.
Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.
“Ringrazio l’amministratore condominale che mi aveva segnalato uno strano via vai in quegli appartamenti " spiega De Corato " che avevano provocato il disagio dei residenti. Ho fatto subito predisporre delle indagini da parte della Polizia Locale che ha scoperto la grave situazione. Mi domando però come sia possibile che il magistrato abbia negato l’arresto di almeno uno dei due, visto che la legge Bossi-Fini dice che chi non rispetta un ordine di espulsione va arrestato e rischia fino a 4 anni di reclusione. Appellarsi alla direttiva Ue entrata in vigore a Natale, ma mai recepita dallo Stato italiano, è un errore. Perchè in questo modo il contrasto alla clandestinità , in particolare di chi è recidivo e non rispetta gli ordini di allontanamento disposti dalla Questura, risulterà sempre più virtuale. Perchè è presumibile che i soggetti ce li ritroveremo ancora in circolazione, creando problemi di sicurezza e un rischio per la salute pubblica vista la condizione di sieropositività della quale dubito informassero i clienti”.
“I dati pubblicati in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario " aggiunge De Corato " dicono che sono 1.454 i procedimenti aperti nell’ultimo anno per tutto il distretto di Milano, che però comprende Procure di altre province. Un dato che è inferiore agli irregolari fotosegnalati solo dalla Polizia Locale di Milano che nello scorso anno sono stati 1.507. Una recente sentenza del Tribunale di Milano vorrebbe pure far diventare retroattiva la decisione della Consulta che ha bocciato l’aggravante clandestinità . Ciò significherebbe rimettere in libertà degli irregolari che hanno commesso reati di allarme sociale. Senza dimenticare che per la Consulta, la detenzione o il trattenimento nei Cie è solo l’extrema ratio e non sono punibili gli irregolari indigenti inottemperanti a decreti di espulsione”.
foto di repertorio
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