Milano: “A differenza di Pisapia, che parla a vanvera perché non conosce i problemi della città , il centrodestra ha a cuore innanzitutto la sicurezza di Milano. E finchè non ci sarà una normativa che disciplini i luoghi di culto islamici non ci sarà alcuna moschea in città . Perchè prima occorre fare chiarezza sulle regole: dai sermoni in italiano, al registro degli imam, ai controlli da parte delle forze dell’ordine. Onde evitare che questi luoghi diventino terra di reclutamento del fondamentalismo. Pisapia, che ha scoperto la sicurezza solo l’altro ieri, ignora che l’ex l’imam di viale Jenner, Abu Imad, si trova in carcere dopo essere stato condannato a tre anni e otto mesi a seguito di ben 3 gradi di giudizio per associazione a delinquere aggravata dalla finalità del terrorismo. Ovvero è accusato niente meno che di aver fatto il lavaggio del cervello ad aspiranti kamikaze. E, come dice Magdi Allam, di 5 abbiano la certezza che si sono fatto esplodere in Iraq. Quello stesso ex imam che ha pilotato la provocatoria preghiera in piazza Duomo”.
Lo dichiara il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.
“Che poi ci sia una necessità di una moschea- sottolinea De Corato " è al momento smentita dai numeri. Perchè su 100 mila islamici stimati a Milano la frequentazione dei luoghi di culto rimane ancorata al 3%, ovvero 3.000 persone, come dicono i dati del Ramadan. Dunque è un approssimazione per eccesso, visto che negli altri periodi l’affluenza è ancora più bassa. Senza dimenticare che il trend è in discesa: al Ciak di via Procaccini per la giornata di festa finale, il dieci settembre 2010, c’erano 800 musulmani, 1.700 in meno rispetto all’anno precedente, quando furono 2.500”.
“La Milano di Pisapia ”€œsottolinea De Corato " comincia a delinearsi. Dopo la droga libera, le ’stanze del buco’, l’eutanasia, il registro delle coppie di fatto ora fa il tifo per gli islamici. In attesa che ci illustri la sua bella ricetta per spalancare le porte ai rom abusivi e ai clandestini. Ecco i ’bisogni dei milanesi’, per Pisapia”.
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