Nizza: di Marco Saba; Il 29 agosto scorso avevo scritto un breve articolo [Uranio: Principessa Diana, uccisa un'altra volta] collegando l’attentato subito da Lady Diana ad una risoluzione delle Nazioni Unite pubblicata un anno prima, la E/CN.4/SUB.2/RES/1996/16, che condannava l’uso di armi all’uranio, materiale contenuto tra l’altro nelle mine anti-uomo contro le quali Diana aveva speso il suo impegno umanitario.
Avevo dimenticato due chicche: il tunnel dell’Alma è costruito in un posto dove sorgeva la ghigliottina, un luogo rituale dove a Parigi venivano assassinati i personaggi di rango reale, un’ipotesi suffragata dall’investigatore indipendente Sherman Skolnick di Chicago, quello che rivelò per primo il coinvolgimento di Claudio Ciampi, figlio dell’ex presidente italiano, nello scandalo della BNL di Atlanta (per questo venne tutto nascosto in Italia addirittura rubando i documenti di notte dalla sede della Commissione parlamentare d’inchiesta sullo scandalo BNL).
Secondo: esiste una testimonianza giurata dell’ex agente del MI6 Richard Tomlinson che spiega come le modalità dell’attentato fossero connesse ad un attentato che si voleva eseguire contro Milosevic in occasione di un suo viaggio a Ginevra: www.thetruthseeker.co.uk
Ma eccoci all’attualità : meno di una settimana dopo il mio breve intervento, spariscono dai tribunali francesi tutti i documenti relativi al caso di Lady Diana. Si tratta di almeno 6.000 pagine, una pila alta un metro, che non si trovano più. L’ha scoperto un avvocato, Jean-Louis Pelletier - che difende un paparazzo francese, tale Fabrice Chassery - che aveva chiesto di consultare il fascicolo per difendere il suo cliente. Ora, in teoria, esistono altre due copie del dossier: una ce l’ha Lord Stevens, che rappresenta l’indagine dal lato inglese sull’incidente di Lady Diana. Un’altra dovrebbe essere in possesso, se la memoria non m’inganna, di Lord Scott Baker, il coroner dell’indagine che dovrebbe definirsi ad ottobre a Londra su iniziativa del padre di Dodi, Mohamed Al Fayed.
L’avvocato denuncia inoltre che non solo è sparito il dossier cartaceo, ma anche le foto che vennero fatte dal suo cliente, Chassery. Ma non basta: l’intero dossier di Lady Diana è scomparso anche dai computer del Ministero della Giustizia francese. Che sia iniziata una nuova “fulgida” era di collaborazione e cooperazione tra i servizi francesi e quelli della Regina? Chissà ”¦ Parafrasando Tomlinson, direi meglio che i giudici francesi “have gone frolics on their own”¦”
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Uranio: Principessa Diana, Uccisa Un’altra Volta
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