I monarchici del Coordinamento Monarchico Italiano sono sempre stati vicini allo Stato d'Israele, per il quale chiedono rispetto della sovranità e della sicurezza, e alle comunità ebraiche con le quali ricordano spesso l’atto di Re Carlo Alberto del febbraio 1848, a pochi giorni della proclamazione dello Statuto.
Come ogni anno, il CMI ha inviato i migliori e più cordiali auguri per il Rosh haShana (letteralmente testa dell’anno), il principale dei capodanno previsti nel calendario ebraico, quello al quale fanno riferimento i contratti legali e per il popolo ebraico.
La Mishnah indica in questo capodanno quello in base al quale calcolare la progressione degli anni e quindi anche per il calcolo dell’anno sabbatico e del giubileo.
Nella Torah vi si fa riferimento definendolo "il giorno del suono dello Shofar" (Yom Terua, Levitico 23:24). La letteratura rabbinica e la liturgia descrivono Rosh haShana come il "Giorno del giudizio" (Yom ha-Din) ed il "Giorno del ricordo" (Yom ha-Zikkaron). Nei midrashim si racconta di Dio che si siede sul trono, di fronte a lui i libri che raccolgono la storia dell’umanità (non solo del popolo ebraico). Ogni singola persona viene presa in esame per decidere se meriti il perdono o meno. La decisione, però, verrà ratificata solo in occasione di Yom Kippur. È per questo che i 10 giorni che separano queste due festività sono chiamate i 10 giorni penitenziali. In questi 10 giorni è dovere di ogni ebreo compiere un'analisi del proprio anno ed individuare tutte le trasgressioni compiute nei confronti dei precetti ebraici. Ma l’uomo è rispettoso anche verso il proprio prossimo. Ancora più importante, allora, è l’analisi dei torti che si sono fatti nei confronti dei propri conoscenti. Una volta riconosciuto con se stessi di aver agito in maniera scorretta, occorre chiedere il perdono del danneggiato. Quest'ultimo ha il dovere di offrire il proprio perdono. Solo in casi particolari ha la facoltà di negarlo. È con l’anima del penitente che si affronta lo Yom Kippur. La festa dura due giorni sia in Israele che in diaspora, ma è una tradizione recente. Esistono infatti testimonianze di come a Gerusalemme si festeggiasse solo il primo giorno ancora nel XIII secolo. Le scritture recano il precetto dell’osservanza di un solo giorno. È per questo che alcune correnti dell’ebraismo, tra le quali i Karaiti, festeggiano solo il primo. l’ebraismo ortodosso e quello conservativo, invece, li festeggiano entrambi.
Rosh haShanah cade 162 giorni dopo il primo dei giorni di Pesach. Nel calendario gregoriano non può cadere prima del 5 settembre. Curiosamente, a causa della differenza tra il calendario ebraico e quello gregoriano, dal 2089 di quest'ultimo, Rosh haShana non potrà più cadere prima del 6 settembre. Non può invece cadere più tardi del 5 ottobre. Sempre per come è calcolato il calendario ebraico, la festa di Rosh haShana non può mai cadere di giovedì, venerdì o domenica. Basato sulla data tradizionale della creazione del mondo, cade il primo giorno di Tishri; secondo il calendario gregoriano in settembre o nei primi giorni di ottobre. Nel 2007 è il 12 settembre, capod'anno 5768.
Nel pomeriggio che precede l’inizio della festività si usa fare il tashlich, uno lancio di oggetti presso uno specchio d'acqua per liberarsi di ogni residuo di peccato. Viene tradizionalmente festeggiato nella prima sera con un pranzo, detto seder rosh hashana, nel quale si usa consumare, assieme ad altri cibi, sia cose dolci, sia cibi che diano l’idea di molteplicità , come il melograno, per augurare per il nuovo anno dolcezze e prosperità , nel quale i nostri meriti possano essere numerosi quanto i chicchi del melograno.
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