Verrebbe da pensare ai polli di Renzo che si beccavano tra loro mentre il loro destino era quello di finire in cucina. Mentre noi in Italia "ci si becca" in un terribile gioco delle parti, la nostra ricerca e i nostri malati vengono letteralmente "cucinati".
Citiamo la storia manzoniana a commento degli avvenimenti del 15 giugno in materia di cellule staminali e di ricerca scientifica.
La mattina è stata allietata dalla notizia giunta dal Parlamento europeo dove in aula è stato confermato il voto uscito dalla commissione: il Settimo Programma Quadro finanziera' la ricerca scientifica con le cellule staminali, anche con quelle embrionali in quei Paesi dove cio' è consentito. Si è confermata l’impostazione data nel programma precedente, ciascun Paese puo' utilizzare i finanziamenti europei per la ricerca su cui ha deciso di investire. È cosi' che Gran Bretagna, Spagna, Belgio, Francia potranno ottenere i contributi per i loro laboratori.
Nel pomeriggio in Italia, in particolare nelle commissioni riunite sono stati auditi i ministri Turco e Mussi, "reo" quest'ultimo di avere ritirato l’Italia dal gruppo dei Paesi contrari ai finanziamenti europei alla ricerca con le staminali embrionali.
La zuffa ideologica tra i "polli italici" dimostra la mancanza di senso di governo: una contrapposizione che non giova a nessuno e che aggrava lo stato della nostra ricerca da una parte e scoraggia i malati dall’altra. Tra gli effetti devastanti è inevitabile la fuga: quella dei ricercatori e quella dei pazienti costretti a rincorrere speranze all’estero. A fronte di questa fotografia, la politica non puo' abdicare dal suo compito di amministrare la realta' lasciando alle polemiche di schieramento la facolta' di bloccare tutto e di congelare il Paese in dibattiti ideologici.
È urgente e occorre modificare l’attuale legislazione per far si' che anche in Italia sia possibile la ricerca scientifica con le staminali embrionali, modifica che sara' possibile solo dall’incontro fra chiunque, nel Paese come in Parlamento, di maggioranza o di opposizione che sia, comprenda l’importanza di non lasciare l’Italia nell’oscurantismo di una ricerca scientifica oggi menomata e impedita, per dare speranze a malati altrimenti condannati.
Beffa nella beffa l’attuale legislazione italiana vieta con la legge 40 la ricerca sugli embrioni e con l’ordinanza ministeriale si nega la possibilita' di utilizzare quelli sovrannumerari, ma non nessuna legge vieta di far arrivare linee di staminali embrionali dall’estero come dimostra il coraggioso caso della professoressa Elena Cattaneo a Milano. La legge italiana vieta di usare gli embrioni italiani per derivarne linee embrionali, ma non di lavorare su linee gia' ottenute in altri luoghi. In punta di diritto nessuno vieta a finanziamenti europei di contribuire a qualche ricerca con linee embrionali importate.
Donatella Poretti
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